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Il liberastorie

La narrazione che libera tutti

Trattenere

“Chi trattiene è avido, stitico.

Chi trattiene ha paura.

Chi trattiene consuma, possiede, usa.

Chi trattiene, non guarda negli occhi mentre fa l’amore.

Con fessure serrate e strette,

non vede che se stesso.”

Emanuela

(Marc Chagall- Il colore dei sogni)

Maestri

Alcune persone, arrivano nella nostra vita come boccate d’aria fresca.

Visitatori inattesi giungono portati da chissà quale vento misterioso, forse da altri mondi.

Probabilmente sono richiamati dal bisogno di respirare aria pulita. Arrivano con la parola chiave in bocca, l’unica, in grado di aprire lo scrigno segreto delle resistenze, patrimonio di molti.

Certe altre volte vengono per alleviare la fatica del vivere, sono balsamo per vecchie croste purulente.

Essi sono capaci di contagiare con
l’entusiasmo, ogni cellula del corpo sbattuto, guarendolo.

Maestri che raccontano storie nuove ancora da leggere.

Altre volte, giungono per consolare, accarezzano l’anima e concedono pace, come angeli.

Sono i migliori, secondo me.

Emanuela

Blogcompleanno

Tre anni di noi❤

Grazieeeeee😁😁😁😁😁😁

Emanuela

Tre parole magnifiche

L’arte di COMPRENDERE il momento di lasciare andare qualcosa o qualcuno, equivale alla consapevolezza che dona SENTIRE quando arriva l’ora di andare via…In entrambi i casi è necessaria

un’ AZIONE…

COMPRENDERE, SENTIRE, AGIRE

Vanno a braccetto

Emanuela

Riflessioni sul meditare

Meditare non è altro che ascoltare le infinite possibilità che il cuore suggerisce, al contrario della mente che ne ha poche e spesso sempre le stesse.

Raggiungere il contatto con il proprio cuore, con la propria profonda essenza è meditazione.

Si può meditare, stando in contatto profondo con noi stessi, ovunque.

In questo contatto, certamente non troveremo solo un luogo ameno, sereno e bellissimo. Spesso l’incontro è con il caos, il disordine, il conflitto, i paradossi interiori, i tradimenti e le bugie. La mente dice che siamo per lo più questo, sbagliati, frustrati, non realizzati e permette allo spavento che si genera di bloccare il processo di contatto.

Tuttavia apprendere come stare con “tutto ciò che c’è”, senza volerlo cambiare, spazzare via, trasformare, ordinare, porta chiarezza e PRESENZA a se stessi. Siamo questo e quello e altro…

La presenza permette un passaggio ulteriore,

verso la CONSAPEVOLEZZA.

Tuttavia essere consapevoli di ciò che proviamo non è il punto. È necessario sperimentare prima della consapevolezza la GENTILEZZA, verso quello che sentiamo e siamo.

La gentilezza genera l’ACCETTAZIONE; imperfetti, suscettibili, caotici forse. A volte vigliacchi, a volte fieri, egoisti oppure amabili, creativi, fantasiosi, vivaci, sinceri e molto altro ancora.

L’accettazione permette in contatto con il nostro cuore, concede PACE. A pace raggiunta possiamo pianificare le AZIONI necessarie se e dove, riconosciamo l’esigenza di migliorare qualcosa dentro il nostro “spazio del cuore”.

Si può iniziare meditando, oppure da dove si vuole, il punto resta il CUORE, dove per alcuni risiede l’ANIMA.

L’immensità del cuore o dell’Anima ha risposte mai scontate e spesso inimmaginabili.

Un ascolto di sé stessi vero e profondo non può prescindere, per la mia esperienza, da questi passaggi.

Emanuela

Foto dal web

I Miti dell’amore

《Perché qualcuno ci interessi deve avere un certo Swing》D.Ellington

Tratto da -I Miti Dell’Amore-La relazione che cura- Margherita Biavati

ARCHETIPI
[…] “I problemi nelle diverse fasi di una relazione sono spesso attribuiti alle forme stesse dell’innamoramento e hanno attinenza con i miti e gli archetipi.
I rapporti funzionano in genere se le persone rimangono all’interno di un modello che li ha ispirati e fatti incontrare, rendendoli complementari.
Fondamentalmente i miti a cui tutte le coppie del mondo si collegano sono due:

•Patrilineare, con riferimento agli archetipi di Cenerentola, la Bella Addormentata, Biancaneve, in cui le protagoniste investono narcisisticamente fuori da sé e aspettano che il Principe arrivi a salvarle, rinunciando al proprio potete personale ceduto all’Eroe, alla Fortuna, alla Magia, a elementi estranei alle loro risorse e potenzialità.
I valori femminili sottesi a tali miti sono l’avventura, la conquista, la tenacia, imprevedibilità, l’accondiscendenza. I valori maschili sono l’egoismo, la sfida, il potere, la determinazione, la vittoria.

• Matrilineare, con riferimento invece agli archetipi della Principessa che con un bacio trasforma il Ranocchio o della Bella e la Bestia, in cui le figure femminili investono narcisisticamente su se stessa. Le protagoniste, attive e determinate non rinunciano al proprio potere personale; in compenso sembrano accontentarsi di realtà apparentemente meno brillanti e promettenti, ma alla resa dei conti si rivelano esse stesse portatrici di trasformazioni positive.
I valori femminili di questi miti sono l’affettivita’, il perdono, la sicurezza, l’accoglienza, la responsabilità, il potere.
I valori maschili sono la dolce,da, la dedizione, la profondità, la stima, la forza interiore, la solidità, l’istintivita’.

Perché le relazioni si consolidino e mantengano nel tempo è necessario accettare la realtà del mito prescelto e attuato, senza oscillare troppo dell’uno all’altro e volerlo modificare.[…]

L’aderenza al mito, qualunque esso sia, porta con sé un vantaggio e una rinuncia: per aderire a Cenerentola bisogna saper vivere la “forza della debolezza”[…]
Per immedesimarsi nella Bella e la Bestia bisogna accettare la “debolezza della forza”.[…]
Spesso l’attrazione in un rapporto finisce perché colei che si era travestita da Cenerentola in attesa del Principe in effetti si sente forte e incapace di restare in quella veste soffocante[…]
Oppure è la Bella che, inquieta e delusa per aver rinunciato al suo sogno ancestrale, si stanca di essere accogliente e responsabile e pretende di trasformare il partner in eroe…
A volte è il Principe che desidera di essere grande e potente agli occhi della sua amata, ma si trova nell’impossibilità di mostrarsi tale in un mondo in cui le donne possono essere eroine.
Egli sente il bisogno di dolcezza, di rassicurazione, ma non può chiedere, non può manifestarsi, oppresso in un ruolo in cui deve continuamente dimostrare ciò che non è.
Oppure è la Bestia, ferito nell’intraprendenza e dal coraggio della sua donna e sopraffatto da sentimenti competitivi, a voler prevalere, perdendo il contatto con la sua forza istintiva e la sua attitudine a dare riconoscimento, affetto, benevolenza.”

P.S.
Trova la tua Principessa o il tuo Principe e capirai che coppia sei…o vuoi…😉

Emanuela

(Foto Internet)

3 Gennaio 2017

Avventura in barca…

“-Tesoro, abbiamo un’avaria!-
-Tesoro, stiamo imbarcando acqua!-
-Tesoro, mi dispiace, ma l’albero maestro si è spezzato!-
-Tesoro, le sirene mi attraggono!-
-Tesoro, mi dispiace, questa barca mi ha distrutto voglio nuotare, voglio provare a salvarmi..

Tu sei forte, da sola riuscirai.-

-Si amore, lo so bene che sono forte infatti, mi salverò da sola!”

Emanuela

Il bosco d’inverno

Secondo me non c’è niente di più vivo e vero del bosco in Inverno.

Il bosco d’inverno non ha bisogno d’ingannarti con l’ infinita possibilità delle sfumature di colore dei fiori primaverili, del verde dei germogli appena nati e appiccicati con voracità al ramo rinsecchito.

Il bosco d’inverno non sente la necessità d’inebriarti con la brezza spensierata e leggera dei pochi anni estivi, per farsi amare.

Il bosco d’inverno è così come lo vedi; un po’ stanco forse, provato da gelide sferzate di vento.

Dietro la curva del sentiero, ti si pianta davanti, apparentemento solo, fermo, morto. Eppure la sua missione la svolge pienamente, custodisce la vita dentro. Una vita silenziosa, lenta. Che ha colori forti. Custodisce la vita, ora e per chi verrà dopo.

Non c’è niente più vivo e vero di questo.

Emanuela

Buon anno!

2018 Addio!

2019 Ciao!

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