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Il liberastorie

La narrazione che libera tutti

“Che importa se compio venti, quaranta o sessant’anni !

Quel che importa è l’età che sento. Ho gli anni che mi servono per vivere libero e senza paure.

Per continuare senza timore il mio cammino, perché porto con me l’esperienza acquisita e la forza dei miei sogni.

Quanti anni ho, io? A chi importa! Ho gli anni che servono per abbandonare la paura e fare ciò che voglio e sento”.

José Saramago

THIS IS ME

La mia é l’età più bella! La paura che serra la gola, il futuro incerto, la schiena scricchiola. Questi anni sono difficili. È necessario fare nuovamente, la mia conoscenza! Il fisico cambia, cambia la mente, il modo di “sentire”quello che mi accade intorno, tutto è amplificato. Sono diventata più sensibile oppure, più fragile a partire dalle ossa. I capelli poi, imbiancano alla velocità della luce!😊 Poco tempo fa, ero giovane😀! Il mio corpo era perfino, in grado di procreare e con maggiore capacità forse, di incassare le bordate che la vita non risparmia. Tuttavia, credo oggi, che questa è l’età che preferisco. L’età della fragilità. A questa età ho imparato a respirare, ho imparato a camminare, ho imparato a ridere, ho imparato quanto vale un istante. Ho imparato la “seduta dignitosa”. Ho imparato che gli angeli esistono e sempre, guardano negli occhi.😀 Ho imparato la scrittura e la lettura, e attraverso di loro a chiedermi come sto, e ad ascoltarne la risposta, anche. Ho imparato la passione, declinata in ogni suo aspetto. Ho imparato che pro-creare è molto più che partorire. E che i miei figli sono estensione del mio respiro. Ho imparato a stare sui tacchi alti e soprattutto, a piedi nudi.😊 Ho imparato a mangiare più lentamente e a godere il mio tempo, un tempo lento da lumaca. Ho imparato l’arte dell’accettazione che non vuol dire sottomissione, semplicemente che molto, non dipende da me. Ho imparato che le verità sono molte tuttavia rare, quelle vere. Ho imparato che io sono molto di più delle azioni che compio e questo, vale per ogni essere vivente. Ho imparato che a qualcuno piaccio, ad altri non piaccio più, ad altri ancora, proprio non vado giù e che, va bene così! Ho imparato che una “e”, ha più valore di un “ma”. Ho imparato che “troppo”non è una colpa, semplicemente, l’unità di misura di qualcuno. Ho imparato, che rispetto non è un optional, è l’essenza profonda di una vita. Ho imparato a chiedere. Ho imparato a lasciare andare. Ho imparato che sono; ingombrante, impegnativa, complicata, fedele a me stessa e a quello in cui credo, Dio compreso e che, mi piaccio così!😊 Ho imparato che posso permettere alla mia anima di evolvere ed ho imparato, che puo’ esistere,dall’altra parte del mondo, qualcuno che mi chiama per nome riconoscendomi. Ho imparato a parlare in prima persona singolare, a costruire la mia casa fuori e dentro di me e a tornarci anche. Ho imparato che principi, principesse o ranocchi per salvarsi hanno bisogno di rimboccare le maniche della propria camicia. Ho imparato che le persone cambiano, feriscono, a volte uccidono e possono farlo mentre ti sorridono. Ma che poi non muori veramente, anzi. Che se vuoi un amico fedele conviene puntare sul cane, ma anche no.😀 Ho imparato che anche io cambio continuamente e forse, con un sorriso posso uccidere. Ho imparato che qualcuno ha vissuto la mia primavera e qualcun’altro vivrà con me l’autunno e che, vuoi mettere i colori dell’autunno…😊 Questa è l’età più bella dove non ho ancora imparato tutto. È l’età in cui posso concedermi di dire quello che penso, senza timore di essere giudicata, di fare proprio quello che mi piace magari, con un po’ di ironia. Passare dalle fiabe, alla poesia, a fare la lotta in piazza con le altre donne, per il diritto di esistere. Ho imparato che non tutte le donne sono amiche. E non tutti gli uomini nemici. Ed ho imparato che per un sogno, vale la pena di morire, e che i sogni possono essere tanti. Ho imparato che “nonna”, è più grande di “mamma”. E che un abbraccio ha il potere di condurmi dritta ad un cuore. Questa è l’età in cui ogni giorno è un dono da vivere a braccetto con la morte, insieme alle mie radici ed alle amiche ed agli amici che già non ci sono più. È l’età della fragilità, della paura certo, forse della solitudine, tuttavia è l’età in cui ora mi riconosco; alla paura la guardo in faccia, ed alla solitudine, tendo amorevolmente la mano. Questo non ha prezzo😉. È proprio l’età più bella!😊 Emanuela 🎂

Sentiero

Cerca, trova il tuo sentiero e quando l’hai fatto, cammina, respira e cammina. È il tuo sentiero é permesso; riposare, scivolare, cadere, puoi fermarti a guardare il panorama che porti dentro e anche quello fuori. È permesso ridere e anche piangere, è il tuo sentiero. Incontrerai chi conosce quel posto oppure qualcuno che ha smarrito la strada, qualcuno ne percorra’ con te un tratto o forse ne prenderà uno nuovo. Sii grata, ringrazia, saluta e tira dritto. Chi cammina ha una sola priorità, al tramonto vuole trovare un rifugio caldo dove passare la notte e al mattino tornare a camminare. La meta? Quella ogni giorno si inventa. È permesso! Emanuela

Grazie…

Ti invito a fare quattro passi nel mio cuore togli le scarpe, grazie. Emanuela

Insonnia

Ci sono sguardi che quando accadono, annullano i contorni del resto.

Ci sono abbracci che quando accadono, fanno vibrare il cuore in gola.

E non ti fanno dormire.

Emanuela

“…Le sussurrai che lei non era affatto debole, era straordinariamente fragile e potente come tutte le persone forti e profonde.”

Margaret Mazzantini

Pensieruccio

Il tuo passaggio ha lasciato  tracce indelebili sul mio corpo per non farsi dimenticare.

Pensierotto

Invece di morire ho imparato a respirare e, a ridere!!

Emanuela

Un anno di blog

Eccomi!
OGGI il mio blog compie un anno😁
Fare bilanci  non è il mio forte.
Non mi muovo agilmente tra ricavi e perdite  perché le perdite, purtroppo, ancora hanno un notevole peso nella mia vita.
Ho iniziato a scrivere perché necessario. Necessario per me cercare di capire qualcosa che accadeva fuori e, inevitabilmente dentro di me.
Ho cercato parole mie e di altri,  in grado di spiegarlo.
Ho scritto,  a volte in modo approssimativo ed a volte contorto, ho scritto per mettere distanza e ordine tra ciò che sapevo e, ciò che provavo…
La scrittura mi ha permesso di allontanarmi da certe emozioni troppo forti ed allo stesso tempo di  riappropiarmene.
È  stata l’unica fiammella visibile in un mare in tempesta, in grado, di segnare la strada al navigante.
 La ricerca delle parole mi ha spinta verso l’esigenza di superare un personale limite,  ad un certo punto è stato necessario tirarle fuori e farle ascoltare, rischiando innanzitutto il mio giudizio.

OGGI posso cogliere tutto il bello di questo processo di trasformazione e ricerca. Non mi giudico più tanto ed ho finalmente capito la differenza, fra solitudine ed isolamento😁.
Grazie alle  interazioni avute con qualcuno di voi e, soprattutto leggendovi, ho avuto anche  la possibilità di stendere un  balsamo dolce su ferite che rischiavano di ammalarsi…😊

Quindi che dire!
Un anno di blog compiuto alla soglia dei miei 54 anni!
Auguri a me🎂!
Un  anno fa non avrei scommesso un centesimo sulla capacità di rigenerarmi.
E poi,  auguri a tutti noi, 🎂legati da un filo invisibile fatto di sensibilità e amorevolezza verso le parole che tentano di esprimere l’inesprimibile e quindi un grazie di ❤ ad ognuno di voi!😉
In questo spazio so che posso usare le parole di: Vladimir Nabokov, certa di essere compresa:
“….Perché tu sei l’unica persona a cui posso parlare del grido di una nuvola, del canto di un pensiero e del fatto che quando oggi sono andato a lavorare e ho visto ogni girasole in faccia, mi hanno sorriso anche loro con i loro semi”.

Un anno di blog, un anno di crescita!!😁

Emanuela

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