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Il liberastorie

La narrazione che libera tutti

…UN TANTINELLO POLEMICO… SCONSIGLIO LETTURA…

Immagino non ci sia niente di piu’ patetico delle donne che si fanno la guerra; per un posto di lavoro, per un paio di scarpe, per un uomo…

Immagino sia possibile evitare di lasciarsi trascinare da un’altra dentro una lotta che nel proprio immaginario la vede “più giusta”…”più bella”, più adatta”, se si ha chiara la natura creatrice pervasiva delle donne.

E’ possibile uscire dal ” gioco”,
interrompendolo, non cedendo ad una becera guerra di donne contro donne, che si accapigliano, scodinzolanti e illuse…

Ritengo che si possa spezzare questo sistema, uscendo da schemi ripetitivi che hanno come sottotitolo: “io ti salverò”, facendo una buona analisi…su di sé…

“Le donne creano, non distruggono”.

Mi piace partire da questo presupposto: la natura creatrice delle donne non va mai in saldo, non si svende mai.
Le donne creano, non distruggono, soprattutto altre donne…

Chi non lo comprende, è destinata a soffrire.

E poi c’è lei… Hevrin Khalaf.
Ho letto in un articolo come è stata uccisa, in modo orrendo.
Vorrei invitare a guardare a lei come creatrice, che ha dato VITA, la propria VITA per permettere ad altre donne di vivere libere…

Guardando lei possiamo smettere di razzolare e tentare di volare…
Emanuela

Senza rancore

Se sapessi scrivere delle parole compiute scriverei dei tuoi occhi, di quanto li ho cercati.

Potrei provare a raccontare di sorrisi e di fiori e poi di quando è calata la notte.

Di quanto ho pianto dalla pancia ché gli occhi non reggevano più.

Se sapessi usare le parole vorrei provare a dirti di quel dolore, di quando mi ha tagliata in due.

E di quella condanna.

Vorrei saper usare le parole per raccontare la mano segnata dalla cicatrice, rugosa come quella di tuo nonno, dicevi.

Quella mano la vorrei tenere.

E nel sogno lo faccio.

Ancora.

Le parole non le so usare, le pause nemmeno, i silenzi si, ma quello sai farlo anche tu.

Senza rancore è arrivata la quiete.

Acquattata sotto un cuscino turchino fa capolino se torno a casa.

Senza rancore adesso ho un gatto, perché il cane è morto.

Il gatto ti somiglia.

Senza rancore ho compreso

perché piantavi alberi, che sono rimasti a guardarmi crescere.

Io non so proprio usare le parole e nemmeno i colori.

Ma quando dico che le parole non ci sono, è una bugia.

Le parole ci sono, solo fanno male.

Emanuela

Ci sono pensieri che sembrano giusti, guai ad assecondarli.Emanuela

“Non provo mai rancore per nessuno… solo, ad alcune persone auguro un’improvvisa, immediata e totale amnesia del mio passaggio nella loro vita.
Non mi interessa che abbiano rimorsi, rimpianti o pentimenti.
È solo che alcune persone non dovrebbero avere il diritto di conservarmi nei loro ricordi.”

Alda Merini

Dicono

Dicono che nel tempo ho assunto abitudini tossiche…

Bruciare preghiere la notte e urlare

alla luna.

Seminare lungo la strada briciole di pane.

Strappare cuori

da rettangoli di carta igienica.

Dicono che così proprio non va…

Un dolore invisibile attraversa le stanze affollate di fantasmi,

io dritta sulle gambe

che ho perso le braccia

e loro non vedono altro

che ciò che appare…

Emanuela

Ho solo bisogno di silenzio, tanto ho parlato troppo.
E’ arrivato il tempo di tacere, di raccogliere i pensieri allegri, tristi, dolci, amari.
Ce ne sono tanti in ognuno di noi. Gli amici veri? Pochi, uno?
Sanno ascoltare anche il silenzio, sanno aspettare, capire.
Chi di parole da me ne ha avute tante e non ne vuole più, ha bisogno, come me, di silenzio.
Alda Merini

Cantico delle creature

Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual’è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.
Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate.San FrancescoP.S.Sul cammino di San Benedetto, incrociando il cammino di San Francesco🙏

Storiella

Si dice in giro che la Felicità non esista,

che è una bugia raccontata da un popolo nano, con un nome strano, gli Illusi.

Altri ancora vanno raccontando che invece esiste, che sta dentro questo o quell’altro oggetto del desiderio e se la trovi dentro quella persona poi, la Felicità è tua…Per sempre…

In realtà, lasciatelo dire, nessuno di questi, sa veramente come è fatta la Felicità…

Ora siedi e ascolta, oggi ti racconto una storiella.

Devi sapere che la Felicità è piccola, tanto piccola che certe volte si nasconde, allora dici che non la vedi, ma invece c’è.

La Felicità ha una forma morbida e un carattere giocoso, certe volte diventa cuore, certe volte respiro.

Certe volte sospiro, altre volte, carezza.

Spesso si diverte a disegnare sulla bocca della gente una curva in su, allora sai che sta lì, oppure fa capolino negli occhi di un bambino.

La Felicità è femmina e sta dentro le persone,

tutte le persone; bianche, nere, rosse, gialle.

La felicità non ha colore, ma è anche colore.

La Felicità sta dentro gli animali e certe volte è lingua bagnata.

La Felicità ha la forma di una zampa.

La Felicità è generosa.

È piede, mano, occhio, pelle che dona.

La Felicità è silenziosa.

Se provi ad acchiapparla ti scappa ma se stai quieto, lei arriva e ti bacia.

La Felicità sta dentro al fuoco di ogni cucina.

La Felicità sta dentro il cammino stanco del pellegrino.

La Felicità sta nell’attendere che il frutto sia maturo.

La Felicità sta dentro la lode, sta dentro la terra, sta dentro le stelle.

La Felicità ha un solo nemico, il cuore indurito.

Quando lo sente scappa veloce, si rintana nel bosco e, per convincerla a tornare, molto devi camminare.

Vuoi il segreto? Mantieni il cuore morbido ed il viso sereno e la vedrai.

Emanuela

Partenza

Dopo mille intoppi alla fine ce l’ho fatta.

Sono arrivata a Norcia.

“Il guardiano della soglia” ha perso!

Tuttavia farò soltanto una parte del cammino di San Benedetto, il resto lo rimando a Primavera prossima.

Che dire, fuori piove e sono seduta sopra un comodo divano arancione, in un grande stanzone comune, ad ascoltare i racconti dei pellegrini.

Tutti uomini, tranne io e le mie due compagne di viaggio, hanno la faccia tipica di chi ama camminare a piedi infatti, sorridono con gli occhi.

Mi colpisce sempre l’atmosfera amichevole che si respira, tra perfetti sconosciuti, durante queste esperienze.

Credo sia dovuto alla magia di certi luoghi dove la semplicità regna e ad avere importanza è solo la persona, punto.

In questa terra devastata dal terremoto, dove la ricostruzione stenta, respiro il coraggio di chi ha la forza di cominciare tutti i giorni con quello che ha. Una grande lezione.

Emanuela

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