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Il liberastorie

La narrazione che libera tutti

Alle 3 del mattino…

Col culo sporco di merda allacciando i pantaloni esclamò: 《fatto!》

Emanuela

Le parole regalate

[…]E fu così che Mignolina divenne la migliore amica di tutte le rondini, di tutti i merli, di tutti i passerotti.[…]

[…]Ma il dono più bello fu un paio di delicate ali di una mosca bianca[…]

– Fiabe in Rosso-
Lorenzo Naia

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Raccontare storie, regalare parole, incontrare le proprie emozioni e validarle, permettere ai bambini di potenziare l’intelligenza emotiva.

Che bello il mio lavoro!!

Emanuela

Mangerete polvere,

cercherete d’impazzire

e non ci riuscirete,

avrete sempre il filo

della ragione che vi

taglierà in due.

Ma da queste profonde

ferite usciranno

farfalle libere.

(Alda Merini)

Alle donne che generano e non distruggono!

Emanuela

La poltrona

Quando lo sguardo si accomoda su ieri anziché su oggi, pensa al fiore che sboccia anche sotto la neve, al passero che costruisce il nido, alle foglie che lente cadono ed allo stesso tempo, altre che fiduciosamente germogliano.

Tutto è parte di un ciclo vitale. Segue leggi e regole proprie.

Se lo sguardo si ferma, il cuore continua a battere e il respiro a respirare.

Con tenerezza allora, riporta il tuo sguardo avanti, al presente, anziché farlo accomodare su di una poltrona, rivolta verso un punto cardinale alle tue spalle.

C’è un tempo, infatti, in cui le assenze sono presenze, fino al momento in cui si offre loro uno spazio, magari per il tempo di un caffè. Poi vanno via e sono di nuovo assenze.

Le assenze sono sempre presenze?

Certe assenze sono per sempre, altre no.

Tuttavia le assenze sono assenze e, chi è assente vuol dire che non c’e.

Un tempo erano presenze oggi, inesorabilmente no. Domandati allora a cosa ancora ti serve offrire loro una comoda poltrona, per il tempo di un caffè.

Quello che oggi è così, non può che essere in questo modo, altrimenti sarebbe stato altro…

Tu oggi puoi scegliere chi far sedere e cosa offrire!

Emanuela

Girerò per le strade finché non sarò stanca morta

saprò vivere sola e fissare negli occhi

ogni volto che passa e restare sempre la stessa.

Questo fresco che sale a cercarmi le vene

è un risveglio che mai nel mattino ho provato

così vero: soltanto, mi sento più forte

che il mio corpo, e un tremore più feddo accompagna il mattino.

Son lontani i mattini che avevo vent’anni.

E domani, ventuno: domani uscirò per le strade,

ne ricordo ogni sasso e le strisce di cielo.

Da domani la gente riprende a vedermi

e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi

e specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo,

ero giovane e non lo sapevo, e

nemmeno sapevo

di essere io che passavo-una donna, padrona

di se stessa. La magra bambina che fui

si è svegliata da un pianto non fosse mai stato.

E desidero solo colori. I colori non piangono,

sono come un risveglio: domani i colori

torneranno. Ciascuna uscirà per la strada,

ogni corpo un colore-perfino i bambini.

Questo corpo vestito di rosso leggero

dopo tanto pallore riavrà la sua vita.

Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi e saprò d’esser io: gettando un’occhiata,

mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino,

uscirò per le strade cercando i colori.

Cesare Pavese

Lista di cose da fare (dopo essersi lasciati)

1 Rifugiarsi nel letto piangere fino a finire le lacrime (ci vorrà qualche giorno).

2 Non ascoltare canzoni romantiche.

3 Cancellare il numero dalla rubrica del telefono anche se rimane memorizzato nei polpastrelli.

4 Non guardare vecchie fotografie.

5 Trovare la gelateria più vicina e curarsi con gelato menta e cioccolato, la menta calma il cuore. Il cioccolato, invece, te lo meriti.

6 Comprare lenzuola nuove.

7 Prendere tutti i regali, le magliette e qualsiasi cosa abbia il suo odore e portarla a un centro di raccolta.

8 Programmare un viaggio.

9 Imparare l’arte del perfetto sorriso e annuire quando qualcuno lo nomina in una conversazione.

10 Cominciare qualcosa di nuovo.

11 Non chiamare, per qualsiasi ragione.

12 Non implorare qualcuno che non vuol rimanere.

14 Prima o poi smettere di piangere….

Il modo in cui ti lasciano dice ogni cosa.

Rupi Kaur

La porta

Sulla soglia di trent’anni, sei andato via.

Io pian piano ho chiuso la porta.

La vita degli altri

Mentre un avvocato parla alle mie spalle una vecchia coppia di innamorati si tiene dolcemente per mano.

Improvvisi palpiti di vita.

La vita degli altri.

Emanuela

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