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Il liberastorie

La narrazione che libera tutti

“Io ti amo

e se non ti basta

ruberò le stelle al cielo

per farne ghirlanda e il cielo vuoto

non si lamenterà di ciò che ha perso

che la tua bellezza sola

riempira l’universo

Io ti amo

e se non ti basta

vuoterò il mare

e tutte le perle verrò a portare

davanti a te

e il mare non

piangerà di questo sgarbo

che onde a mille, e sirene

non hanno l’incanto

di un tuo solo sguardo

Io ti amo

e se non ti basta

solleverò i vulcani

e il loro fuoco metterò

nelle tue mani, e sara ghiaccio

per il bruciare delle mie passioni

Io ti amo

e se non ti basta

anche le nuvole catturerò

e te le porterò domate

e su te piover dovranno

quando d’estate

per il caldo non dormi

E se non ti basta

perché il tempo si fermi

fermerò i pianeti in volo

e se non ti basta

vaffanculo”

Stefano Benni

I luoghi sono luoghi

A certi posti affidiamo la responsabilita’ di alcuni ricordi rischiando cosi di annullare l’unicita’ del momento presente.Rischiamo di azzerarne il valore in istantanee lamentose.I luoghi sono posti, solo posti, e tutti i posti hanno diritto a voler essere primi.Ogni posto è il primo posto, come ogni volta la prima volta solo così, credo, possiamo onorare i luoghi che visitiamo, i gesti che facciamo.I luoghi non nascondono segreti, quello è il compito della memoria.Essi sono semplicemente presenti, veri per se stessi e non vivono per noi. I luoghi sono liberi dalle catene con cui vorremmo legarli rendendoli prigionieri di vecchie memorie.Ogni volta che leghiamo un luogo soltanto ad un ricordo lo congeliamo e, a meno che non si tratti di un lager, non abbiamo alcun diritto di farlo.Emanuela

Spesso, per muoverci nel mondo, seguiamo una mappa disegnata dalla storia di altri.
Viviamo guidati dall’esperienza dei nostri avi e quello che avvertiamo sono le loro emozioni confuse per nostre…
Allora è necessario intraprenedere un cammino per giungere alla liberazione di se stessi e delle generazioni a venire.
Inizia così il viaggio dell’eroe…
Alla ricerca di una “terra di mezzo” dove permettere una nuova espressione di sé… (Continua)Emanuela

Il padre posò la mano sulla spalla di Siddharta.< andrai nella foresta,> disse < e diverrai un Samana. Se nella foresta troverai la beatitudine, ritorna e insegnami la beatitudine. Se troverai la delusione, ritorna: riprenderemo insieme a sacrificare agli dei.>Hermann Hesse- Siddharta-

Non si può controllare la vita,prova a catturare un fulminea contenere un tornadoa sbarrare un ruscello: creerà un nuovo canale.Resisti, e la marea ti trascinerà con sé.Permetti, e la grazia ti porterà più in alto.Danna Faulds

Ragioneria

Sogno un amore che sappia far di conto.Aggiungere e sottrarre senza andare in perdita.Dividere il buono con i gesti e moltiplicare le parole senza menzogne.Sogno un amore che sappia addizionare il suo ed il mio, sottrarre il vecchio, dividere il futuro.Sogno un amore che sappia moltiplicare il pane con i pesci del poco che siamo.Sogno un amore che aggiunga leggerezza alle risate e passione ai baci.Sogno un amore che sappia far di conto che, comunque vada, non tiri la riga nera sul conto in rosso dichiarando fallimento.Emanuela

Riflessioni a bordo lago

Qualche soffio di vento lo increspa, crea correnti sotterranee. Resta fisso, immobile, forte.

Nulla che lo turbi, apparentemente, resta uguale a se stesso.

Che pace si respira, eppure, allo stesso tempo, anche angoscia.

Lo sguardo rischia di stagnare in una grande pozza, chiuso dentro un confine, dove la prospettiva sparisce.

La cinta che lo contiene ha la pretesa di stringere, di fermare, di arginare l’acqua dentro un’unica forma; forse per proteggere, forse per impedire il movimento.

Come l’abbraccio di un’amante può essere rassicurante e mortale allo stesso tempo, anche l’abbraccio del lago può diventarlo.

Si rischia di caderci dentro, come sassi pesanti.

E di non uscirne più…

Emanuela

sempre
mi caccio
in questo casino
sempre gli lascio
dirmi che son bella
e quasi ci credo
sempre mi butto credendo
che lui mi afferri
in caduta
sono disperatamente
amante e
sognatrice
questa sara’ la
mia fine.

Rupi Kaur- milk and honey-

Non fu difficile per lui imparare a combattere lacerando e dilaniando, col morso rapido del lupo, giacché i suoi antenati, di cui aveva perduto memoria, avean sempre combattuto in quel modo. Essi ridestarono in lui l’antica vita, e, le antiche astuzie che avevano lasciato in eredità perpetua alla razza, erano adesso le astuzie di Buck.[…]
Quando nelle gelide notti silenziose egli puntava il muso a una stella, e lanciava lunghi ululati da lupo, erano i suoi antenati, ora diventati polvere, che puntavano il naso verso quella stella e ululavano attraverso i secoli fino a lui. E le sue cadenze erano le loro, cadenze che esprimevano il loro dolore, e ciò che per loro significavano la quiete, il freddo ed il buio.

Jack London- il richiamo della foresta-

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