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Il liberastorie

La narrazione che libera tutti

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Qual è la domanda che facciamo per tutta la vita? La nostra domanda è questa: sono amato? Sono come te, curioso e piccolo. Come te ascolto attento e apro i miei sensi per cercare di leggere nell’aria, nelle nuvole, tra i raggi del sole, nei piccoli movimenti degli animali, tutto nella speranza di scoprire il segreto se sono amato.

Pat Schneider

[…]La mia speranza sta in ciò che gli occhi non hanno mai visto. Dunque, non lasciarmi credere in ricompense visibili. La mia speranza sta in ciò che il cuore umano non sa percepire: non lasciarmi credere ai sentimenti del mio cuore. La mia speranza sta in ciò che la mano dell’uomo non ha mai toccato: non lasciarmi credere a quanto posso afferrare tra le dita. La morte allenterà la loro stretta e la mia vana speranza si dileguerà.

Fa’ che tutta la mia fiducia stia nella tua misericordia, non in me stesso. Fa’ che la mia speranza sia riposta nel tuo amore, non nella salute, o nella forza, o nell’abilità, o nelle risorse umane.

Se credo in Te, tutto il resto diventerà per me forza, salute, sostegno. Ogni cosa mi porterà verso il cielo. Ma se non mi fido di Te, tutto sarà la mia rovina[…]

Thomas Merton: Pensieri nella solitudine

Ovunque Tu sia,

ovunque Tu, immeritatamente,

mi guardi,

ovunque Tu stabilisca

io abbia una casa,

fosse pure una prigione grigia,

io so che da qualsiasi pietra

Tu puoi far scaturire un fiore

nel perimetro della mia mente.

Alda Merini

Shhh…

Mi volto verso la rosa, cerco occhi che amano.

Seduta a testa bassa aspetto la mano sulla spalla.

Preghiera muta di un rosario sudato.

Nella notte profondamente nera il ronzio di una zanzara diventa amico.

Niente, non è niente.

Cerco ristoro nell’ angolo di un letto che brucia assenza.

Strappo le lenzuola e ne faccio coriandoli da lanciare agli sposi

all’uscita della chiesa.

Pochi istanti

per emettere un suono che abita in gola

a stento lo riconosco.

È un lamento?

Niente, non è niente.

Silenziosa e umida

la notte mi accoglie.

Arriva il sogno

dentro uno spazio senza tempo

bacia la fronte sudata.

Tocco leggero per dire che ci sei.

Shhh…

niente, non è niente.

Emanuela

Perplessità

Pensavo di voler bene, invece amavo…

Emanuela

“Alla nascita ti danno il ticket in cui è compreso tutto: la malattia, la giovinezza, la maturità e anche la vecchiaia e la morte. Non puoi rifiutarti di morire perché è compreso nel biglietto. O l’accetti serenamente e te ne fai una ragione o sei un povero coglione!”

Andrea Camilleri

(Dal web)

Corpo a corpo

Puo’ capitare di girovagare da soli intorno a luoghi apparentemente conosciuti e tuttavia trovarli improvvisamente estranei.

Suoni familiari si alterano in rumori da stare all’erta.

La sensazione di pace, generata dal ritmo del respiro e dei passi insieme, muta in scricchiolii allarmanti, inducendo paura.

Il disorientamento è pervasivo.

Dove sono? Che ci faccio qui? Cosa si nasconde dietro quei rami intricati?

Una vocina, che sembra ragionevole, nella testa mi dice di tornare indietro.

Ma indietro, quando mi volto, non c’è niente ormai. La strada è svanita.

Succede quando s’incontra, corpo a corpo, il proprio mostro interiore.

Il mostro interiore in genere emerge dal nulla evocato da chissà cosa e si piazza lì a sbarrare la strada per rimandare, come uno specchio, tutto quello che non è più. Impotenza e Confusione, sono sue creature.

Con lo sguardo minaccioso fissa la preda, è pronto ad attaccare.

Oggi pero’ nel bosco c’è un vento fresco che parla la lingua del mare come certe conchiglie.

Chiudo gli occhi e lentamente lo lascio entrare nel naso e fluire in ogni cellula del mio corpo.

Respiro terra e sudore, ascolto tempesta e poi, pace.

Il mio mostro ha le fattezze di un drago e io lo chiamo per nome.

Ora riconosco la strada e i suoni intorno. Ritrovo il ritmo del respiro.

Un passo, poi un altro.

Eccolo il mio drago.

Lo attraverso, proseguo.

Un incontro breve e lungo allo stesso tempo.

Come fare un viaggio all’inferno e tornare a casa.

Emanuela

Inizio

Inizia oggi.

Inizia con niente.

Inizia con la paura.

Inizia con la fatica.

Inizia che non c’è.

Inizia che manca.

Inizia anche se quel che resta è solo la presenza di un sogno.

Inizia.

Inizio.

Emanuela

Felicità

Certe volte ci danniamo l’anima per rincorrere qualche attimo di felicità.
Certe volte la felicità è in qualche attimo dannatamente semplice.

Emanuela

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