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Il liberastorie

La narrazione che libera tutti

Autore

liberastorie

La parte difficile non è dimenticare il passato, la parte difficile è ricordare chi sei…

Emanuela

“Psiche, allora, andò in cerca dell’amato. Per trovarlo, però, dovette superare delle difficili prove imposte da Venere. La ragazza riuscì a superare tutte le prove, anche grazie all’aiuto di esseri divini. L’ultima prova consisteva nello scendere negli Inferi per chiedere a Proserpina un po’ della sua bellezza.”
Apuleio – Metamorfosi-

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Quando mi chiedono perché sono single, quando mi chiedono come sia possibile che “una come me” non abbia un compagno, sollevo leggermente le spalle e storco la bocca in un ghigno a labbra strette, che vorrebbe dire: “Non lo so”.

Quando lo faccio, quando sollevo le spalle e atteggio la bocca in quella posa sospetta di dubbia innocenza, di inconsapevolezza, sto mentendo. Spudoratamente.

Io lo so, perché sono single, perché “una come me” non ha un compagno. Ha a che fare col fatto che amo con le mani aperte, senza trattenere, e dall’amore mi aspetto che mi faccia sentire diversa, nel senso di diversa da ciò che sono abitualmente, da ciò che sono quando sto con gli altri, quando sento il bisogno di tracciare confini, di imbracciare lo scudo, quando devo inventarmi un altro modo per stare al mondo, per sopravvivere, per non soffocare dentro quel metodo di conservazione che la vita chiama “sottovuoto” e che ci mantiene fermi, illesi ed incorrotti, ma senza aria. Diversa, nel senso di uguale a me stessa per la prima volta. Dall’amore mi aspetto che mi faccia scoprire chi sono e che, in quella scoperta, mi trovi felice e indifesa, senza frecce dentro la faretra, senza parastinchi sul cuore, a mio agio nella mia pelle, la stessa che abito da sempre, distrattamente, e con la quale più di una volta sono entrata in guerra, fino al giorno in cui l’amore che ama con le mani aperte non ci ha riconciliate.

Dall’amore mi aspetto di chiamarlo amore soltanto se sconvolge i piani; se succede parlando ma non ha bisogno di spiegarsi; se mi prende in contropiede ma non gioca sporco; se sa stare zitto ma non sa tacere; se mi fa sentire indipendente ma non mi fa sentire sola; se mi spoglia tutta e mi guarda nuda pure quando non mi tocca; se azzera i cronometri e non tiene conto del tempo; se ci penso e sorrido; se mi rende migliore; se tu hai la tua vita, io ho la mia, e insieme facciamo un’alleanza, un patto di mutuo soccorso, una cosa che non te lo dico ma so che, se mi lasciassi cadere di schiena, mi prenderesti.

Antonia Storace

(Foto web)

Anniversario

“Se sei una Donna Forte proteggiti dai parassiti che vorrebbero mangiare il tuo cuore. Essi usano tutti i travestimenti dei carnevali della Terra:
si vestono come colpe, come opportunità, come prezzi che bisogna pagare.
Ti frugano l’anima, insinuano il trapano dei loro sguardi o dei loro pianti
nel più profondo magma della tua Essenza….
non per accendersi con il tuo fuoco
ma per spegnere la passione, l’erudizione delle tue fantasie.

Se sei una Donna Forte devi sapere che l’aria che ti nutre,
trasporta anche parassiti, mosconi, minuti insetti che cercheranno di abitare nel tuo sangue e nutrirsi di quanto è solido e grande in te.
Non perdere la compassione, ma temi ciò che conduce a negarti la parola,
a nascondere chi sei… ciò che ti obbliga ad addolcirti, ammorbidirti
e ti promette un regno terrestre in cambio del sorriso compiacente.

Se sei una Donna Forte preparati per la battaglia:
impara a stare sola, impara a dormire senza paura nella più assoluta oscurità, impara che nessuno ti lancia corde quando ruggisce la tempesta,
impara a nuotare controcorrente.
Allenati nelle attività della riflessione e dell’intelletto.
Leggi, fa l’amore con te stessa, costruisci il tuo castello,
circondalo di fossi profondi, però fai ampie porte e finestre.
È necessario che coltivi enormi amicizie,
che coloro che ti circondano e ti amano sappiano chi sei….
fatti un cerchio di falò e accendi nel centro della tua stanza
una stufa sempre ardente, dove si mantenga il bollore dei tuoi Sogni.

Se sei una Donna Forte proteggiti con parole e alberi
e invoca la memoria di Donne Antiche.
Devi sapere che sei un campo magnetico
verso il quale viaggeranno urlando i chiodi arrugginiti
e l’ossido mortale di tutti i relitti.
Proteggi, dà rifugio, però prima proteggi te stessa.
Mantieni le distanze
Costruisciti.
Abbi cura di te.
Conserva il tuo Potere.
Difendilo.
Fallo per Te:
Te lo chiedo in nome di tutte noi.

Gioconda Belli

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“Ci sono persone che non potranno mai arrivare a “Fantàsia,” e ci sono persone che possono farlo, ma che poi restano là per sempre. E infine, ci sono quei pochi che vanno a “Fantàsia” e tornano anche indietro. Come hai fatto tu. E questi risanano entrambi i mondi.”
(Michael Ende – La storia infinita)

…Ho avuto le montagne toccate con la punta dei piedi e delle mani, la loro immensità sfiorata in superficie.

Ho avuto le parole. Senza di loro sbatto contro i muri. Anche con loro sbatto, però li vedo bene, i muri, e mi preparo all’urto. Ho avuto un corpo intero che ricuce di notte gli strappi del giorno, respira e batte i colpi pure quando dimentico di esistere.

Erri De Luca – il giro dell’oca

“Io mi scrivo delle storie per farmi compagnia.
E quando inizio a scrivere, quella storia si muove. Quella storia scappa da tutte le parti. Una storia è un tono di voce che mi parla ed inizia una conversazione con me.”
Erri De Luca

Il buco

Ho bisogno di costruire qualcosa sul buco che ho all’altezza del cuore, in mezzo al petto.

È un vuoto che non si può colmare, un vuoto che parla.

Racconta di una terra dove i semi muoiono, di una tana per lacrime che dormono, di un posto dove dimora il ramo della Rosa. Va ascoltato, non riempito.

In mezzo a questo vuoto, amplesso di dolore che quando arriva fa gridare, un filo rosso corre veloce guidato da dita esperte, entra ed esce regalando soffi. Tesse la tela dove il ragno divora la preda, dove la goccia trema. Ad ogni passaggio l’esistenza resiste.

Rosso carminio, lacrima amara.

Così il vuoto accoglie la vita che succede.

Emanuela

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