Cerca

Il liberastorie

La narrazione che libera tutti

Autore

liberastorie

L’anima è una specie di barca a vela,
lo Spirito Santo è il vento
che soffia nella vela per farla andare avanti,
gli impulsi e le spinte del vento
sono i doni dello Spirito.

Senza la sua spinta,
senza la sua grazia,
noi non andiamo avanti.

Papa Francesco

A proposito di parole

“Talità Kum…”

Credo che imperativo più bello non c’è…

Emanuela

Gentilezza

Prima di sapere che cosa sia veramente la gentilezza
devi perdere delle cose,
devi sentire il futuro dissolversi in un momento
come il sale in un brodo leggero.
Ciò che tenevi nella mano,
quello che avevi contato e conservato con tanta cura,
tutto questo deve andarsene così saprai
quanto possa essere desolato il paesaggio
fra le regioni della gentilezza.
Come tu vai avanti a viaggiare,
pensando che l’autobus non si fermerà mai,
così i passeggeri che mangiano pollo e mais,
continueranno a guardar fuori dai finestrini per sempre.

Prima di imparare la dolce gravità della gentilezza,
devi viaggiare fin dove l’Indiano, nel suo poncho bianco,
giace morto sul ciglio della strada.
Devi capire che potresti essere tu quell’uomo
e che anche lui era qualcuno
che viaggiava nella notte con dei progetti
e con il semplice respiro che lo teneva in vita.

Prima che tu riconosca la gentilezza come la tua cosa più profonda,
devi riconoscere il dolore come l’altra cosa più profonda.
Devi svegliarti con il dolore.
Devi parlare al dolore finché la tua voce
non avrà afferrato il filo di tutte le sofferenze
e avrai dunque visto l’intero tessuto.

Allora sarà solo la gentilezza ad avere senso,
solo la gentilezza che ti allaccia le scarpe
e che ti fa uscire incontro al giorno
ad imbucare lettere o comprare il pane,
solo la gentilezza che alza la testa
in mezzo alla folla del mondo per dire
è me che hai continuato a cercato,
e che poi ti accompagna ovunque
come un ombra o un amico.

Naomi Shihab Nye

Siedi, taci, ascolta

C’è una Parola che è in grado di nutrire, come il pane caldo appena sfornato.

É una parola che, oltre il tempo e lo spazio, giunge dalla stessa fonte e fresca, disseta.

Capace di costruire ponti, segna a croce sulla fronte.

Trasforma, cambia, apre varchi.

Come un filo invisibile, unisce alcune anime da cuore a cuore.

Attraverso un canto silenzioso giunge dal profondo, e parla all’antica memoria.

Chiama, richiama, invita…

È il linguaggio della preghiera.

Siedi, taci, ascolta.

Emanuela

Siedi, taci, ascolta

C’è una Parola che è in grado di nutrire, come il pane caldo appena sfornato.

É una parola che, oltre il tempo e lo spazio, giunge dalla stessa fonte e fresca, disseta.

Capace di costruire ponti, segna a croce sulla fronte.

Trasforma, cambia, apre varchi.

Come un filo invisibile, unisce alcune anime da cuore a cuore.

Attraverso un canto silenzioso giunge dal profondo, e parla all’antica memoria.

Chiama, richiama, invita…

È il linguaggio della preghiera.

Siedi, taci, ascolta.

Emanuela

Sassi e parole

Certe strade sono fatte di sassi e parole.

Tanti sassi e tante parole, non sempre fanno una buona strada.

Alcune parole ingannano, proprio come certi sassi che sembrano lisci, invece sono aguzzi, bucano le scarpe.

Alcuni sassi ti invitano a poggiare il piede, poi si muovono, e tu cadi.

Alcune parole creano l’illusione che tutto cambierà, proprio come certi sassi che sembrano messi per fare un sentiero, invece vanno verso il nulla.

Ci sono parole fatte di sassi, e sassi che invece parlano più di mille parole.

Altri sassi, che sembrano parlare, dicono solo le cose che vogliamo ascoltare.

Bisogna fare attenzione, non c’è niente di più pericoloso di questi.

Portano dritti dentro l’Ego e venirne fuori è impresa per pochi.

Emanuela

“Noi sentiamo il dolore, ma non l’assenza del dolore; sentiamo la preoccupazione, ma non l’assenza della preoccupazione; la paura, ma non la sicurezza. Sentiamo il desiderio, così come la fame e la sete; ma non appena è soddisfatto, succede come per il boccone che, nel momento in cui viene inghiottito, cessa di esistere per la nostra sensibilità. Sentiamo amaramente la mancanza di piaceri e di gioie, quando non ci sono; dei dolori invece non sentiamo direttamente la mancanza, anche se non ne proviamo da parecchio tempo, tutt’al più ce ne ricordiamo per mezzo della riflessione. Solo dolore e mancanza infatti possono venire sentiti positivamente, e dunque si fanno sentire da sé: il benessere invece è solo in negativo. Perciò noi ci rendiamo conto direttamente dei beni più grandi della vita, salute, giovinezza e libertà, solo quando le abbiamo perdute: perché anch’esse sono negazioni. Dei giorni felici della nostra vita ci accorgiamo solo quando hanno ormai lasciato il posto a giorni felici.”

Arthur Schopenhauer

E davanti a me una farfalla pettina l’aria.

Leggera si posa, bacia un fiore.

Felicità.

Emanuela

Dalla stessa apertura in cui entra l’amore, s’intrufola la paura. Quel che ti voglio dire è che se sarai in grado di amare molto, soffrirai anche molto.

Isabel Allende

Blog su WordPress.com.

Su ↑