Abbiamo tagliato, segato, smembrato, calpestato, spezzato, bruciato tutto quello che era, ed ora cosa resta?

Potati, perso, persi dentro una

solitudine che entra nelle ossa,

come questo freddo di gennaio,

come la fronte di mia madre morta.

Ricchi solo di un pianto rotto in gola,

di macerie ammucchiate sotto alberi sterili,

di uno specchio d’acqua ormai asciutto.

Colmi di gesti e frasi educate che lasciano ancora più soli.

Mare morbido, mantello misterioso, manchi…

Ed ora cosa resta?

Chi resta?

Emanuela