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Il liberastorie

La narrazione che libera tutti

Mese

dicembre 2019

Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,

cucina, albergo, radio, fonderia,

in mare, su un aereo, in autostrada,

a chi scavalca questa notte senza un saluto,

bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,

a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,

a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,

a chi non è invitato in nessun posto,

allo straniero che impara l’italiano,

a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,

a chi si è alzato per cedere il posto,

a chi non si può alzare, a chi arrossisce,

a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,

a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,

a chi ha perduto tutto e ricomincia,

all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,

a chi è nessuno per la persona amata,

a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,

a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,

a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,

a chi restituisce da quello che ha avuto,

a chi non capisce le barzellette,

all’ultimo insulto che sia l’ultimo,

ai pareggi, alle ics della schedina,

a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,

a chi vuol farlo e poi non ce la fa,

infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera

e tra questi non ha trovato il suo.

Erri De Luca

Linda, 16. 12. 1928 – 24.12.2019

Avro’ avuto piu’ o meno cinque anni, quando mi hai presa per mano, dicendo: -“Andiamo!”-

Dentro quell’imperativo ho sentito tutta la paura di chi stava giocando in perdita.

Non sapevo dove stavamo andando e forse, nemmeno tu.

Ricordo infinito smarrimento e profonda tristezza:

– “Andiamo!”-

Da allora abbiamo camminato tanto, a volte vicine, altre volte lontane.

L’altra sera, ti tenevo la mano mentre eri inchiodata dentro quel letto di ospedale.

Ad occhi chiusi hai sussurrato: -“Ti sento”.-

Di colpo mi sono ritrovata, bambina, a camminare in quella strada, mano nella mano con te.

La fatica, lo sgomento, la stanchezza, la paura erano le stesse ma questa volta portavano ad una destinazione che potevo immaginare. Chi è che stava conducendo?

Malgrado i miei casini, questi ultimi anni, sono stati per me i più significativi del nostro rapporto. Dentro uno strano destino siamo diventate presenza l’una per l’altra.

Molto abbiamo amato, molto siamo state amate.

So per certo che ti ho difesa in ogni donna incontrata.

Ti ho cercata dentro ogni abbraccio che ho donato.

In ogni modo ho cercato di proteggerti, e forse tutto questo non serviva, tuttavia così ho registrato nella parte più profonda di me, e in questo modo ha avuto senso la mia vita con te.

Quella stessa sera, in ospedale, hai lasciato che ti abbracciassi e cullassi… Chi era figlia e chi era madre solo Dio lo sa.

Grazie mamma, che bello che è stato!

-Ciao, ci vediamo domani!- ti dicevo

– si, domani- rispondervi con un sorriso.

Questo domani era una certezza per entrambe.

Quel domani, oggi non c’è più, il nostro tempo insieme, per come lo abbiamo conosciuto, è finito.

Ne inizia uno nuovo fatto di memoria, di fotografie, di nostalgia e di immensa gratitudine.

Adesso lascio andare tutto ciò che non è stato, tutte le domande senza risposta, consapevole che questo altro pezzo di strada lo devo fare da sola. Ora veramente orfana.

Con amore e tanto dolore, lascio che tu raggiunga l’Infinito di Dio, finalmente libera e leggera.

Hai compiuto il tuo viaggio con onore.

Grazie mamma.

Emanuela

“Per il solo fatto di essere Amore, attirerai sulla tua strada il Male. Egli avrà l’aspetto di un cane rabbioso e cercherà di sbarrarti il cammino per farti desistere dai tuoi propositi. Metterà in scena tutto il suo minaccioso repertorio. Ringhierà contro di te mostrando denti aguzzi e spaventevoli. E a lungo vi guarderete negli occhi. Tu non arretrerai. Lui si infurierà e tenterà attacchi scomposti senza riuscire mai a portarli a compimento. Balzerà sul posto, confuso, E infine cederà alla tua calma e al tuo sguardo limpido e sereno. Abbasserà le orecchie e si avvicinerà a te, sconfitto e sottomesso, per leccare la tua mano. Tu lo accarezzerai con compassione e riprenderai la strada verso la tua meta.”
Alberto Simone- il bicchiere mezzo pieno-

“Io ti aspetto. Ma non so come si conta fino a per sempre”.

Alessandro D’Avenia dal libro “Cose che nessuno sa” (2011)

(Foto mia)

Detto tra me e… me

Detto tra me e…me…

La felicita non è assenza di dolore è fertilità.

Orientati dove il tuo cuore sente che c’è vita.

Dove la sabbia del deserto è impastata con la terra buona.

Dove senti che c’e’ Amore.

Dove puoi crescere ancora, malgrado tutto.

Scegli sempre la via che costruisce.

La tua felicita’ sta lì.

Emanuela (foto Sardegna 2019)

Di me,imparerai infinite cose.Per esempio che la prima lettera del mio alfabeto è amore.O che ascolto ridere il vento.Ma di certi inverni, non ne saprai mai niente;neppure amandomi,potrai arrivare fin sopra i miei pensieri.Accettali e basta.Per quello che sono.Per quello che siamo.O chiedimi un abbraccio,semmai,che cucia ombre e calore,perché il fumo d’un respiro,non si perda nel freddo,ma resti un falò,di parole non dette.Andrew Faber

“Mentre incosciente ti ferivo
scoprivo ch’eri accanto a me.
Lottando inutilmente contro te
sentivo ch’eri tu il mio Signore.
Derubando del mio tributo il tuo onore
vedevo crescere il mio debito con te.
Nuotavo contro corrente di tua vita
solo per sentire la forza del tuo amore.
Per nascondermi da te
ho spento la mia luce,
ma tu m’hai sorpreso con le stelle.”

Rabindranath Tagore

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