L’Acero sarebbe bastato

Tanti anni fa, attraverso le parole di questa canzone, insieme ad amici giovanissimi, ho creato il mio progetto di vita.

Non mancavamo mai di cantarla, all’ombra di un giovane Acero, durante le settimane dedicate ai campi di lavoro o vocazionali.

L’abbiamo urlata a gran voce, suonata e stonata al chiaro di luna intorno al fuoco, commossi e felici di appartenere a qualcosa di grande, all’esercito dei ” piedi scalzi” di Dio.

Ci abbiamo creduto veramente e molti di noi si sono giocati la vita, cantando queste parole.

Un periodo benedetto e fecondo.

Sono cresciuta all’ombra di quell’albero, nella convinzione che sarebbe bastato a radicarmi.

E invece no.

Talmente ho dubitato che ho rinnegato ciò che queste parole avevano prodotto dentro di me.

Ho usato il silenzio per far del male e la strada per ricattare,

non ho riconosciuto la paura, l’ho scambiata per fatica.

E mi ha avvelenata.

Ieri: ho tentato una disintossicazione, con un sincretismo becero, dove tutto è uguale a niente, l’omologazione viene chiamata rivoluzione e le parole diventano equivoche e non dicono più niente al cuore.

E se le parole non parlano al cuore, non servono.

Oggi: cammino sulla stada polverosa, ho piedi scalzi e tasche vuote.

Canto questa canzone a voce alta, nel tentativo di perdonare me stessa per la sofferenza che ho procurato e per tutto quello che ho rinnegato, confuso, barattato al mercato dei ninnoli.

Queste parole mi ricordano che posso affidarmi e fidarmi di Dio, che non è un mito, ma un incontro, che chiama a crescere e a cambiare la pelle del cuore

Che l’attesa è un pellegrinaggio verso la fonte della vita.

Che ad amare si impara ed ho questa vita per farlo, che è dono, è per- dono.

Che, a dirla con le parole di S.Agostino, “l’amore uccide ciò che siamo stati perché si possa essere ciò che non eravamo.”

Che la Provvidenza è sorella e che l’inversione non è una manovra che si fa soltanto con la macchina, si può fare anche con il cuore e diventa

Con- versione e l’Anima ne gioisce.

…Alla fine l’Acero sarebbe bastato…

Dayenu, Adonai… ci sarebbe bastato, Signore.

Emanuela

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“Io, Francesco, coi miei compagni,

🎵

Fra Masseo e Frate Maggio,

🎵

piedi scalzi, sempre in viaggio,

sulla strada polverosa.🎵

🎵Poco pane (poco pane) per mangiare,

tanta terra (tanta terra) per dormire.🎵

Rondinelle del Signore, è uno zingaro il vostro cuore.🎵

🎶🎶🎶🎶🎶🎶🎶🎶🎶

E sulla strada (la strada stretta)

polverosa (che porta in cielo)🎵

d’ogni cosa saremo senza.🎵🎵🎵

…se sorella Provvidenza non venisse incontro a voi.

Perchè siete di quelli che non hanno paura,🎵

perchè siete di quelli che non vogliono niente, niente, niente.🎶🎶

E non comprate, e non vendete,🎶🎶

🎶🎶e non prestate, e non riavete.

Perchè voi soli siete certi ch’io ci sia,

e seminate la speranza per la via;🎶🎶🎶

un grappolo d’uva e una fonte chiara

non mancherà.🎶🎶

Vai Francesco coi tuoi compagni, centomila piedi scalzi,🎶🎶🎶

tasche vuote e cuore in festa.

🎶🎶🎶🎶Dal tuo seme una foresta.”

(Dal musical Forza Venite Gente

-Sorella Provvidenza-)