Mi volto verso la rosa, cerco occhi che amano.

Seduta a testa bassa aspetto la mano sulla spalla.

Preghiera muta di un rosario sudato.

Nella notte profondamente nera il ronzio di una zanzara diventa amico.

Niente, non è niente.

Cerco ristoro nell’ angolo di un letto che brucia assenza.

Strappo le lenzuola e ne faccio coriandoli da lanciare agli sposi

all’uscita della chiesa.

Pochi istanti

per emettere un suono che abita in gola

a stento lo riconosco.

È un lamento?

Niente, non è niente.

Silenziosa e umida

la notte mi accoglie.

Arriva il sogno

dentro uno spazio senza tempo

bacia la fronte sudata.

Tocco leggero per dire che ci sei.

Shhh…

niente, non è niente.

Emanuela