Quando mi chiedono perché sono single, quando mi chiedono come sia possibile che “una come me” non abbia un compagno, sollevo leggermente le spalle e storco la bocca in un ghigno a labbra strette, che vorrebbe dire: “Non lo so”.

Quando lo faccio, quando sollevo le spalle e atteggio la bocca in quella posa sospetta di dubbia innocenza, di inconsapevolezza, sto mentendo. Spudoratamente.

Io lo so, perché sono single, perché “una come me” non ha un compagno. Ha a che fare col fatto che amo con le mani aperte, senza trattenere, e dall’amore mi aspetto che mi faccia sentire diversa, nel senso di diversa da ciò che sono abitualmente, da ciò che sono quando sto con gli altri, quando sento il bisogno di tracciare confini, di imbracciare lo scudo, quando devo inventarmi un altro modo per stare al mondo, per sopravvivere, per non soffocare dentro quel metodo di conservazione che la vita chiama “sottovuoto” e che ci mantiene fermi, illesi ed incorrotti, ma senza aria. Diversa, nel senso di uguale a me stessa per la prima volta. Dall’amore mi aspetto che mi faccia scoprire chi sono e che, in quella scoperta, mi trovi felice e indifesa, senza frecce dentro la faretra, senza parastinchi sul cuore, a mio agio nella mia pelle, la stessa che abito da sempre, distrattamente, e con la quale più di una volta sono entrata in guerra, fino al giorno in cui l’amore che ama con le mani aperte non ci ha riconciliate.

Dall’amore mi aspetto di chiamarlo amore soltanto se sconvolge i piani; se succede parlando ma non ha bisogno di spiegarsi; se mi prende in contropiede ma non gioca sporco; se sa stare zitto ma non sa tacere; se mi fa sentire indipendente ma non mi fa sentire sola; se mi spoglia tutta e mi guarda nuda pure quando non mi tocca; se azzera i cronometri e non tiene conto del tempo; se ci penso e sorrido; se mi rende migliore; se tu hai la tua vita, io ho la mia, e insieme facciamo un’alleanza, un patto di mutuo soccorso, una cosa che non te lo dico ma so che, se mi lasciassi cadere di schiena, mi prenderesti.

Antonia Storace

(Foto web)