Ho bisogno di costruire qualcosa sul buco che ho all’altezza del cuore, in mezzo al petto.

È un vuoto che non si può colmare, un vuoto che parla.

Racconta di una terra dove i semi muoiono, di una tana per lacrime che dormono, di un posto dove dimora il ramo della Rosa. Va ascoltato, non riempito.

In mezzo a questo vuoto, amplesso di dolore che quando arriva fa gridare, un filo rosso corre veloce guidato da dita esperte, entra ed esce regalando soffi. Tesse la tela dove il ragno divora la preda, dove la goccia trema. Ad ogni passaggio l’esistenza resiste.

Rosso carminio, lacrima amara.

Così il vuoto accoglie la vita che succede.

Emanuela