Meditare non è altro che ascoltare le infinite possibilità che il cuore suggerisce, al contrario della mente che ne ha poche e spesso sempre le stesse.

Raggiungere il contatto con il proprio cuore, con la propria profonda essenza è meditazione.

Si può meditare, stando in contatto profondo con noi stessi, ovunque.

In questo contatto, certamente non troveremo solo un luogo ameno, sereno e bellissimo. Spesso l’incontro è con il caos, il disordine, il conflitto, i paradossi interiori, i tradimenti e le bugie. La mente dice che siamo per lo più questo, sbagliati, frustrati, non realizzati e permette allo spavento che si genera di bloccare il processo di contatto.

Tuttavia apprendere come stare con “tutto ciò che c’è”, senza volerlo cambiare, spazzare via, trasformare, ordinare, porta chiarezza e PRESENZA a se stessi. Siamo questo e quello e altro…

La presenza permette un passaggio ulteriore,

verso la CONSAPEVOLEZZA.

Tuttavia essere consapevoli di ciò che proviamo non è il punto. È necessario sperimentare prima della consapevolezza la GENTILEZZA, verso quello che sentiamo e siamo.

La gentilezza genera l’ACCETTAZIONE; imperfetti, suscettibili, caotici forse. A volte vigliacchi, a volte fieri, egoisti oppure amabili, creativi, fantasiosi, vivaci, sinceri e molto altro ancora.

L’accettazione permette in contatto con il nostro cuore, concede PACE. A pace raggiunta possiamo pianificare le AZIONI necessarie se e dove, riconosciamo l’esigenza di migliorare qualcosa dentro il nostro “spazio del cuore”.

Si può iniziare meditando, oppure da dove si vuole, il punto resta il CUORE, dove per alcuni risiede l’ANIMA.

L’immensità del cuore o dell’Anima ha risposte mai scontate e spesso inimmaginabili.

Un ascolto di sé stessi vero e profondo non può prescindere, per la mia esperienza, da questi passaggi.

Emanuela

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