Giornata livida e piovosa. Lei è in fila allo sportello della banca con in mano il numero trentasette, mentre una voce metallica e anonima chiama il numero nove.
Tra gente nuvolosa, che starnutisce e scatarra, incrocia lo sguardo di qualcuno che sembra conoscerla: a prima vista un bell’uomo, sulla cinquantina, più o meno la sua età. Ha un’aria trasandata, vagamente familiare.

Non vorrebbe fissarlo, tuttavia sente lo sguardo dell’altro su di lei; gira leggermente la testa e torna a dare un’occhiata.
Incontra occhi scuri, forse neri, probabilmente prima di lei, si è chiesto dove è stata l’ultima volta che l’ha vista.

Improvvisamente ecco che sotto il mantello di anni e di nebbia riconosce lo sguardo di un ragazzino pestifero: non è altro che il suo primo fidanzatino, avuto all’età di unidici anni. Lui anche la riconosce, si vede dagli occhi che sorridono, e forse un tantino imbarazzato dice, ciao!

Ciao? “Ciao”, come se non avessero attraversato mille vite
“Ciao”, come se si fossero visti l’ultima volta ieri; come se lei fosse ancora quella ragazzina timida e chiusa ermeticamente dentro un barattolo di marmellata di fragole scaduta. Soltanto gli occhi bastano a riconoscersi?

Ciao, risponde lei, mentre il tumulto di domande mute le invadono la testa.
Le guance avvampano.

Chissà se la sua vita somiglia, appena appena, a come la sognava da bambino?
Chissà se, qualche volta, ancora suona i campanelli e scappa via?

“Ciao” e “che palle”, pensa di se stessa.

Quanto ci ha messo dentro in questo semplice saluto.
Lei che ancora corre a scrivere quando le accade qualcosa, anche di notte lo fa. Una vecchia abitudine.
Da ragazzina teneva quaderni zeppi, zeppi, fino a quando non ha scoperto che sua mamma li leggeva di nascosto. Così ha iniziato a scrivere solo quello che immaginava lei volesse leggere.

Ciao, solo ciao è bastato a far giungere infinita tenerezza verso due ragazzini che per caso, si sono incrociati, salutati e in una frazione di secondo, hanno fatto un tuffo temporale di un milione di anni, o almeno questo è quello che capitato a lei.

Ciao alla bimba chiusa nel barattolo, ciao al ragazzino ribelle.

Ciao, senza rimpianti, solo tenerezza, ciao e basta.

Fuori piove, sorride.
Ciao.