Per ogni evento che accade è possibile immaginare di assumere diversi punti di vista che ne permettano una lettura il più possibile integrale.

In questa foto ritengo almeno tre : il punto di vista di chi chiude la porta, di chi o cosa resta dietro la porta chiusa, il punto di vista di chi ha scattato la foto.
Il fotografo assume il punto di vista di un osservatore.

Per ogni evento che avviene o stato d’animo che proviamo, possiamo tentare di assumere almeno tre diversi punti di vista, ma anche di più!

Ogni punto di vista ha una propria verità che ha fame di dignità e come tale va rispettato.

Certo è che l’ osservatore, ha la massima libertà di movimento, è colui che, meglio degli altri, assume di volta in volta, una posizione attiva.
E’ quello che si sposta.
Spostandosi agisce un’azione, curioso si muove e scopre che, la stessa situazione può essere vista sotto diverse angolazioni.

L’osservatore potrebbe, addirittura, assumere una posizione “neutra” mettendo distanza tra sé e ciò che guarda.
La distanza che mette, permettere una maggiore consapevolezza nella lettura di ciò che è oggettivo.

Tuttavia la neutralità è condizione data soltanto ai grandi saggi.
Ognuno di noi infatti, focalizza il proprio obiettivo spesso a ciò che è funzionale, cioè a quello che in un dato momento ha il compito di appagarci, dimenticando che, ciò che è funzionale, spesso è in scacco delle fragilita’ del “fotografo”.

Emanuela