“L’essere umano per poter ricevere tutto il bene che gli è possibile, deve non ingannare se stesso e capire la propria situazione esistenziale. In che consiste la vera condizione dell’essere umano sulla terra e in che consiste quell’inganno che lo rende infelice? L’inganno consiste nel fatto che la gente si dimentica della morte; dimenticano che essi in questo mondo non vivono, ma passano. In questo inganno si trovano i bambini, ma molto spesso anche gli adulti, perfino in vecchiaia, non pensano alla morte; vivono così come se la morte non ci fosse, come se fossero certi di vivere eternamente. Queste persone solo al momento della morte capiscono la loro vera condizione e con terrore, ma ormai troppo tardi, scorgono l’orrore irrimediabile di tutta la loro vita. Pertanto, se io fossi chiamato a dare un unico consiglio agli esseri umani del nostro secolo, io non direi loro che una cosa: in nome di Dio fermatevi per un istante, smettete di lavorare, guardatevi intorno, pensate a ciò che siete, pensate a ciò che dovreste essere, mirate ad un ideale. Basterebbe oggi arrestarsi un istante a tutte le attività e riflettere, commisurare le esigenze della sua ragione e del suo cuore con le attuali condizioni dell’esistenza, per accorgersi che tutta la sua vita, tutte le sue azioni sono in contraddizione continua ed eclatante con la sua coscienza, la sua ragione ed il suo cuore.”

(Lev Tolstoj)