Il Gibberish, il linguaggio del “non senso” tanto caro a Dario Fo, usato nello Yoga della Risata

permette di lavorare su diversi aspetti della persona ad esempio, sulle emozioni.

E’ possibile fare esercizi per contattare la rabbia, la tristezza, ma anche la gioia, la felicità o la paura, in totale connessione con se stessi e/ o con l’altro in modo protetto e ” leggero”.

Una connessione profonda permette di “sentire” se stessi e l’altro, superando il limite del linguaggio comunemente parlato, e spesso anche frainteso, per accogliere e comprenderlo nel profondo.

Il Gibberish attiva la parte creativa della persona e fa “riposare” l’altra, razionale e forse anche un po’ giudicante, presente in ognuno di noi.

Nel Gibberish lasciamo parlare il corpo, il sudore, il respiro, la mimica facciale, il tono della voce, lo sguardo.

E’ il corpo che traduce ciò che proviamo, ad esempio nella pancia.

Comprendiamo COSA prova l’altro perché siamo attenti al COME lo dice.

Comprendiamo che attraverso l’amplificazione di un gesto, di un suono, apparentemente senza senso, stiamo esprimendo l’inesprimibile.

Quando non riusciamo a dire cio’ che stiamo provando, quando quello che sentiamo è troppo potente per noi, questa tecnica ci viene in aiuto agevolando un contattatto dolce e rispettoso prima con noi stessi e poi con l’altro.

Emanuela

P.S.

Se vuoi scoprire quanto sei in sintonia con qualcuno parla in Gibberish…😊

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