Qualche tempo fa ho conosciuto una persona che ha compiuto un’azione terribile.

L’azione compiuta, grazie ad un grosso lavoro personale, è stata metabolizzata come una “lezione” da apprendere volta ad un profondo cambiamento personale.

Questa persona ha pagato il giusto, allo stesso tempo, non ha permesso che quell’ azione compiuta, così grave e assurda, imprigionasse il suo spirito in eterno.

Quell’ incontro per me, è stato illuminante, ha messo in luce tutta la mia ignavia.

Fino a quel momento infatti ritenevo di essere abbastanza compassionevole, scevra dal pre-giudizio, addirittura non giudicante!

Ritenevo alcuni concetti ormai chiari e assodati tuttavia, il concetto senza l’esperienza dell’incontro non ha valore.

E’ l’incontro nella verità personale, che permette la nascita di una relazione e senza relazione non può esserci esperienza dell’altro.

Ogni relazione è vera, è tale in assenza di un pre- giudizio.

Ricordo l’umiltà e la dignità di quella persona mentre mi rendeva partecipe di un’esperienza così tremenda.

Quella umiltà e dignità per me sono stati un pugno nello stomaco.

Ogni persona o evento, se vissuto con consapevolezza, puo’ cambiare il nostro punto di vista, portando alla luce nuove “lezioni da apprendere”.

Ogni lezione che la vita ci “regala”, se compresa dal punto di vista del soggetto e non da oggetto, consente il proprio cambiamento e permette l’evoluzione della storia personale e collettiva.

L’incontro con l’altro permette la conoscenza di noi stessi.

Emanuela

(Immagine dal web)