L’amore non è la folgorazione della bellezza

davanti a un volto che d’improvviso s’illumina per te.

L’amore non è seduzione di un’intelligenza viva e sciolta

che scorre in parole e idee per piacerti.

L’amore non è l’emozione di fronte a un cuore

che batte per te più di quanto non batta per gli altri,

né quella meraviglia d’essere scelto, eletto,

senza motivo ai tuoi occhi che valga questa follia.

L’amore non è voglia di catturare, di afferrare

l’oggetto del tuo desiderio,

sia esso cuore, corpo, mente o tutti e tre insieme,

perché l’altro non è “oggetto”;

e se lo prendi per te, lo mangi e lo distruggi,

è te che ami credendo di amare l’altro.

Folgorazione e seduzione, fame e fremiti,

emozione e sgorgare di desideri,

tutto ciò è bello e necessario, nell’uomo, nella donna,

ma soltanto per aiutare ad amare chi accetta di amare.

Amare è volere l’altro libero e non sedurlo,

è liberarlo dai suoi lacci se ne rimane prigioniero,

perché anche lui possa dire: ti amo,

senza esservi spinto dai suoi desideri non domati.

Amare è con tutte le forze volere il bene dell’altro,

anche prima del tuo,

è fare di tutto perché l’amato cresca, e poi sbocci e fiorisca

diventando ogni giorno l’uomo che deve essere

e non quello che tu vuoi modellare

sull’immagine dei tuoi sogni.

Amare è dare il tuo corpo, e non prendere il suo,

ma accogliere il suo quando si offre per essere condiviso,

è raccoglierti, arricchirti,

per offrire all’amato più che mille carezze e folli abbracci,

la tua vita intera raccolta nelle braccia del tuo “io”.

Amare è offrirti all’altro,

anche se questi ad un certo momento si rifiuta,

è dare senza tenere il conto di quello che l’altro ti dà,

pagando il prezzo alto senza mai reclamare il resto…

Amare è credere nell’altro e dargli fiducia,

credere nelle sue forze nascoste, nella vita che ha in sé;

è decidere da uomo ragionevole

di avviarsi coraggiosamente per il viaggio del tempo.

Non per cento giorni, per mille, e neppure per diecimila,

ma per un pellegrinaggio che non finirà,

perché è un pellegrinaggio che durerà

“sempre”.

Se amare è questo, come potrò riuscirci?

Ero scoraggiato.

Non avevo ancora capito.

che l’amore era un fine da raggiungere

e non un punto di partenza

e che, per cercare di riuscirci,

bisognava lottare per tutto il tempo della vita.

Io volevo tutto e subito.

Questo era il mio errore.

Dovevo accettare di adottare

il passo lento e regolare,

il passo dell’autentico montanaro.

(Michel Quoist)