Domani partirò.

Un viaggio a piedi di un centinaio di chilometri.

Sono consapevole di essermi posta davanti ad una sfida, a qualcosa che ho necessita’ di risolvere. Sono tranquilla. Prenderò il tempo necessario alla mia età.

Lo zaino è pronto, poche cose da portare con me.

L’ho fatto bene, sta in piedi da solo.

Chi mi ha insegnato a fare lo zaino e a camminare è stato lui, tanto tempo fa.

Una vita fa.

Quando partivamo ricordo che ogni tanto mi lamentavo.

Non ce la facevo, mi raccontavo.

Sudavo e questo mi infastidiva.

Camminavo spesso tenendo la testa bassa guardando la strada con una certa inquietudine.

Ricordo che non mancavo di far notare il mio disappunto come una bimba che fa capricci.

Probabilmente davo anche l’impressione di non voler essere affatto lì.

Eppure, sapevo che non avrei voluto essere in un posto diverso.

Eppure sapevo che accanto a me non avrei voluto avere altri.

Che problema avevo?

Me lo sono chiesta tante volte in questi ultimi anni in cui camminare per me, oltre che un piacere, è diventato addirittura, parte integrante del mio lavoro.

Che problema avevo?

Una possibile risposta l’ho partorita durante un incontro con la mia terapeuta qualche tempo fa; l’antico bisogno di bambina di essere vista, riconosciuta, coccolata, amata oltre misura. Sempre alla ricerca di conferme.

Quel bisogno che è connaturato in chiunque abbia conosciuto l’abbandono e si aspetta che, prima o poi, lungo il bordo di una strada verrà lasciato. Come un cucciolo non voluto.

È solo questione di tempo.

Questo ha imparato la bimba.

Se è così io sono stata molto brava, ho appreso così bene la lezione da riuscire a realizzare la mia profezia, compiendola.

Comprenderlo mi fa provare tenerezza per ciò che è stato. Tutto è andato secondo un copione tragico.

“Anime coraggiose”, che fanno parte della stessa famiglia animica e che eternamente s’impegnano l’una con l’altra per imparare delle lezioni necessarie alla loro evoluzione su questa terra. Un legame profondo oltre il tempo le tiene insieme.

Direi che TUTTO torna.

Non comprendo ancora tutto. Riconosco di aver fatto tanto ma non abbastanza, ancora. Questo è un passaggio necessario quanto difficile.

Il più difficile…

Domani partirò.

Sarai sola.

Domani partirò.

La strada ti aspetta.

Domani partirò.

Un passo alla volta.

Domani partirò.

Non aver paura.

Domani partirò.

Ora sei grande.

Domani partirò.

La trovi là.

Domani partirò.

La bimba che piange.

Domani partirò.

Accompagnala con amore.

Domani partirò.

Ad amare senza paura.

Domani partirò.

Non la abbandonare.

Domani partirò.

Il tuo compito.

Domani partirò.

Emanuela