Cosa ci spinge ad inviare un cuore “inoltrato”?

Un’economia dei gesti?

La contabilizzazione del tempo?

Un’azione meccanica?

La superficialità?

L’ azione di inoltrare un cuore probabilmente, parte da uno stimolo carino che finisce, per l’istintualita’ dello stesso, in un’ azione probabilmente opposta.

Quando agiamo in modo meccanico frettoloso, i gesti che produciamo non sono valorizzati, è come inoltrare un cuore, perdiamo l’Empatia verso noi stessi e verso gli altri.

Spesso ci lamentiamo che i nostri gesti non vengono apprezzati adeguatamente dimenticando che, la sola intenzionalita’ non basta.

Serve la coscienza di ciò che stiamo facendo. Serve di mettere “cuore”, quello vero, serve di indossare i panni dell’ altro.

I gesti arrivano tutti, come carezze o come pugni, dipende dallo stimolo e dall’intenzionalita’ di chi li invia, tuttavia chi li riceve ha la libertà di “prendere” in modo meccanico oppure, di rifletterci su.

Un cuore inoltrato si vede…

Emanuela