“È bello tornare

togliersi le scarpe.

Lavare via con l’acqua la polvere del lungo giorno.

Toccare nuda le pareti nude della casa.

Camminare come cieca tra i mobili, i libri, le lampade

come una cieca che possiede solo queste povere cose.

Dovrei sistemare le porte, ridipingere il soffitto

smerigliare gli specchi dove mi smarrisco

dove guardo una che non può scappare da nessuna parte

perché la casa è una torre che nessuno conosce

Meglio così

Mi basta quello che ho

Mie sono le formiche assorte

il percorso brillante delle lumache

la rana appena nata nel bagno di mia figlia

e questo lungo blues per dire il tuo nome

come un trofeo.”

Soledad Álvarez