SCRITTO LUNGO E PALLOSO, SCONSIGLIO LA LETTURA, MA HO BISOGNO DI IMPEGNARE IL TEMPO…

Ogni volta che qualcuno incrocia la nostra strada, non sappiamo cosa accadrà. Non sappiamo se quell’incontro sarà per pochi secondi , per qualche mese oppure per qualche anno. Non abbiamo idea se produrrà dolore, quando e quanto…Oppure no.

Certo accade l’incontro. Accade che ci si guardi ed in qualche modo misterioso, ci si scelga.

La scelta avviene per odore, per istinto.

La scelta è a pelle.

Cosa determina l’evoluzione di un incontro?

Forse interessi in comune? Ma anche no.

Forse il giro di amici? Ma anche no.

Probabilmente è l’intendersi, comprendersi oltre le apparenti parole che permette a qualcuno/a di assumere un peso specifico nella nostra vita.

A nulla valgono i se o i ma.

A nulla vale la ragione, il buon senso, il momento…

Viviamo in un mondo intricato e complicato di relazioni. Intessiamo rapporti che facciamo fatica a mantenere perché richiedono impegno, costanza, cura, sensibilità, rispetto.

Tutto sembra “usa e getta”. Tutto sembra sostituibile, gli oggetti come le persone.

Nulla vale più l’esclusiva.

Per questo motivo quando vedo due persone innamorate riconosco il coraggio di quella scommessa, non tanto verso loro stessi, fallibili e imperfetti l’uno per l’altra, quanto per il sentimento, quella emozione che entrambi provano nell’attimo presente che li rende capaci di provare com- passione.

Credo sia la com-passione verso se stessi e verso l’altro che alimenta l’amore.

È la com-passione che permette, nei momenti difficili, di riconoscere se stessi e l’altro come umani ed è restando amanti dell’umanità reciproca che si mantiene il coraggio di amare ancora.

Riconoscersi umani impedisce di “uccidere” se stessi o/e l’altro per un uso scorretto del sentimento “amore”.

Riconoscere la piena umanità permette di accostare chiunque con il rispetto dovuto verso un universo sconosciuto e misterioso fatto di luoghi conosciuti, altri sconosciuti, molti altri ancora inesplorati, l’Altro da me…

L’altro da me non si fonde, necessariamente in noi, è un IO ed un TU che si incontrano sul piano di una reciproca relazione. Ognuno meravigliosamente diverso!

Per quanto mi riguarda, oggi sono in grado di riconoscere quello di cui ho bisogno, mi domando quanto sono in grado di rispettare l’altro/a con i propri bisogni specifici.

Quanto ancora ho da imparare…Che bello!😊

Emanuela