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Il liberastorie

La narrazione che libera tutti

Mese

giugno 2018

Il segnale

Era tempo che non venivo qui in questo tratto di bosco.

Chissà perché; probabilmente per l’illusione di conoscere già molto bene questo luogo.

L’ho visto con la neve, la pioggia, il sole alto. Ad esempio, conosco a memoria, il tratto che curva dolcemente a destra e poi si stende dritto fino alla statua della piccola Madonnina di gesso.

In una nicchia, sotto la montagna, le hanno costruito un’altarino di pietre. E’ in una posizione un po’ rialzata in modo che chiunque passando le possa rivolgere almeno uno sguardo.

Camminavo lentamente, godendo del sole che filtrava tra i rami ammirando, numerose farfalle svolazzarmi intorno.

Intenta a non fare rumore ho fatto qualche scatto, dietro di me, un anziano signore in corsa leggera, rallentando il suo allenamento, mi ha chiesto a cosa fossi tanto interessata; insetti o fiori?

Farfalle ho risposto con un sorriso. Allora si è fermato e ansimando un po’ mi ha parlato della sua antica passione, catalogare farfalle e ricordarne i nomi a memoria. Ne ha menzionati diversi indicandole. Mi ha poi spiegato che questo è il periodo in cui i rovi sono in fiore, e le farfalle amano il loro polline.

I rovi con le loro braccia allargate pungono ed allo stesso tempo fioriscono teneramente.

Abbiamo continuato a parlare e camminare insieme piacevolmente.

Ad un certo punto si è fermato, e indicando con un sorriso un albero, mi ha comunicato che quello era il suo segnale, per lui era tempo di lasciarmi.

Salutandomi gentilmente, con leggerezza si è voltato ed ha ripreso la sua corsa.

Sono rimasta qualche istante ancora a contemplare il volo delle mie variopinte amiche.

Ho immaginato che tutti dovrebbero avere un segnale preciso per riconoscere quando andare via, quando lasciar stare qualcosa o qualcuno…

Ho ripreso la mia camminata con passo più deciso.

Emanuela

Scoprire che…

Scoprire che “le donne della mia età” possono essere ricercate da certi ominidi per:

Stabilità economica 🙄.

Niente complicazioni 😏.

Maturità 🤨.

Buon ascolto 🙄.

Libertà da vincoli familiari😳.

Esperienza😶.

Comprensione 🤔

Poche pretese…😟

🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔🤔

Qualcuno sente pure il bisogno di chiamarti DOLCEZZA…😖

Eh no, dolcezza no mentecatto!

🤣😂😂

Emanuela

Storia di un viaggio tra ieri ed oggi.

Ieri; caricata di peso su una nave mercantile.

Travolta da un viaggio mai scelto…😑

Mare grosso da dare nausea. Molto grosso.🌊🌊🌊🌊

Oggi; smette di vomitare, smette di battere la testa contro il timone, nel tentativo di invertire la rotta.

Ne approfitta! 😀

Decide che, se viaggio deve essere, che sia a modo suo con altre regole!😀

Monta le vele al mercantile ricavandole da vecchie lenzuola.🚢

Detta nuove condizioni di viaggio!

Disegna una nuova mappa 😍

Solca nuovi mari, anche grossi.

Se viaggio deve essere…🌍🌍🌎

Che viaggio sia!😃

Emanuela

Ecco.. ti ho ritrovato.

Eri nascosto sotto le pieghe del quotidiano.

Un po’ sgualcito dai rimpianti.

Ecco, finalmente ti vedo, un tantino impolverato dall’amarezza, forse.

Si ti riconosco,

sei proprio tu..

Ancora a ridere di niente…noi due..

Se anche fosse per poco… Bentornato amico mio

Emanuela

Vivere piano

Da questa vita ho da imparare molte cose…Giuro senza ironia.😁

E ogni giorno ne scopro una..

Per esempio, imparare ad andare lentamente, senza fretta.

Credevo di averlo compreso ma non è così, ancora.

Ogni volta mi sembra di coglierne il significato, il senso vero per me eppure, accade qualcosa che mi fa intendere che di strada da fare ne ho ancora tanta. Strada lenta.🚶

Andare piano, rallentare, non avere fretta è una esperienza di profondità; complessa e faticosa.👣👣👣

Attendere, sostare, evitare d’impegnare la mente in attività dispersive tipo, il “ruminamento”🗯🗯🗯🗯 comporta costante attenzione a ciò che accade, dentro di me, infatti quando penso di averla raggiunta, l’ho gia’ persa da un po’…Smettendo di sentirla…

Chiaramente non sto parlando di guidare la macchina senza spingere il piede sull’acceleratore, anche quello…magari.🚘

Accelerare è una mia tentazione con cui fare i conti.

Forse per l’età, il tempo mi sfugge, o forse per costituzione, per bisogno😎

Sento di voler giungere in “vetta” ⛰ e spesso dimentico che il senso dell’andare è mettere il primo passo, poi un altro e poi un altro ancora.

Il senso dell’andare, di camminare, di vivere, di amare è semplicemente nell’atto del momento presente non nel “futuribile”🕛

Quanto riesco a stare in questo momento, in cui mi sento pronta, scalpitante, energica eppure, immobile?…

Impegno del giorno:

Ricordare di ascoltarmi profondamente ed amorevolmente ❤ mentre vivo piano🐌

Grazie vita! 🌻

Touchè🦋

Emanuela

Poesia

Ho imparato che per vivere ci vuole Poesia. Non quella in rime che lascio ai sapienti, ai professori, la poesia che mi piace è quella con la P maiuscola. Quella delle parole silenziose, strozzate in gola dall’emozione.

La poesia che mi piace è quella dell’attesa e del piacere che dona al cuore.

La poesia che mi piace è lo sguardo onesto, la mano che stringe e racconta presenza.

La poesia che mi piace è un abbraccio disarmato dal pugnale.

La poesia che mi piace è una voce che dice: te lo dimostrerò!

Emanuela

“Parlami di quelle volte in cui hai bisogno d’amore. Quelle in cui ti senti triste. Quelle in cui non ti vedi bella.

Parlami di quelle notti in cui hai paura, quelle in cui hai bisogno di stringere la mano di qualcuno. Quelle in cui ti giri nel letto senza prendere sonno, quelle in cui una lacrima, poi, arriva, e ti riga il viso.

Parlami di quando sorridi invece di piangere. Di quando stai zitta invece di urlare. Di quando rispondi una cosa ma dentro ne hai un’altra.

Parlami della tua vita. Parlami dei tuoi silenzi. Dimmi di quando voli. Dimmi di quando cadi. Parlami di quella volta in cui tu ci credevi e lui ti ha tradita. Di quando lo amavi e lui ti ha ferita. Fammi vedere i segni. Mostrami le cicatrici.

Parlami delle domande a cui non trovi risposte. Raccontami di quelle storie che conservi nel cuore. Parlami del tuo passato, raccontami del futuro, di come lo immagini. Dimmi dei tuoi sogni, di quello in cui speri, delle stelle che hai guardato in certe notti buie. Mostrami i tuoi occhi…

Parlami di tutto questo, fallo ancora così, senza dire una parola. Ma non smettere mai di guardarmi. Non smettere mai di guardarmi!”

da “Davanti agli occhi”

Roberto Emanuelli

Sull’amore…ed altro…

SCRITTO LUNGO E PALLOSO, SCONSIGLIO LA LETTURA, MA HO BISOGNO DI IMPEGNARE IL TEMPO…

Ogni volta che qualcuno incrocia la nostra strada, non sappiamo cosa accadrà. Non sappiamo se quell’incontro sarà per pochi secondi , per qualche mese oppure per qualche anno. Non abbiamo idea se produrrà dolore, quando e quanto…Oppure no.

Certo accade l’incontro. Accade che ci si guardi ed in qualche modo misterioso, ci si scelga.

La scelta avviene per odore, per istinto.

La scelta è a pelle.

Cosa determina l’evoluzione di un incontro?

Forse interessi in comune? Ma anche no.

Forse il giro di amici? Ma anche no.

Probabilmente è l’intendersi, comprendersi oltre le apparenti parole che permette a qualcuno/a di assumere un peso specifico nella nostra vita.

A nulla valgono i se o i ma.

A nulla vale la ragione, il buon senso, il momento…

Viviamo in un mondo intricato e complicato di relazioni. Intessiamo rapporti che facciamo fatica a mantenere perché richiedono impegno, costanza, cura, sensibilità, rispetto.

Tutto sembra “usa e getta”. Tutto sembra sostituibile, gli oggetti come le persone.

Nulla vale più l’esclusiva.

Per questo motivo quando vedo due persone innamorate riconosco il coraggio di quella scommessa, non tanto verso loro stessi, fallibili e imperfetti l’uno per l’altra, quanto per il sentimento, quella emozione che entrambi provano nell’attimo presente che li rende capaci di provare com- passione.

Credo sia la com-passione verso se stessi e verso l’altro che alimenta l’amore.

È la com-passione che permette, nei momenti difficili, di riconoscere se stessi e l’altro come umani ed è restando amanti dell’umanità reciproca che si mantiene il coraggio di amare ancora.

Riconoscersi umani impedisce di “uccidere” se stessi o/e l’altro per un uso scorretto del sentimento “amore”.

Riconoscere la piena umanità permette di accostare chiunque con il rispetto dovuto verso un universo sconosciuto e misterioso fatto di luoghi conosciuti, altri sconosciuti, molti altri ancora inesplorati, l’Altro da me…

L’altro da me non si fonde, necessariamente in noi, è un IO ed un TU che si incontrano sul piano di una reciproca relazione. Ognuno meravigliosamente diverso!

Per quanto mi riguarda, oggi sono in grado di riconoscere quello di cui ho bisogno, mi domando quanto sono in grado di rispettare l’altro/a con i propri bisogni specifici.

Quanto ancora ho da imparare…Che bello!😊

Emanuela

Apprezza ciò che sei

Apprezza ciò che sei perché tu sei amore, quell’amore che cerchi in ogni cosa e in ogni dove.

Accogli ciò che tu sei perché tu sei ciò che cerchi di essere, ciò che tu vuoi essere, tu sei la vita che crea la tua vita.

Accetta te stesso, amore del tuo amore, perché tu sei ciò che hai tanto bisogno di essere.

Sorridi all’amore che tu emani perché tu sei quell’amore che cerchi in ogni luogo, pace dei tuoi sensi.

Paulo Coelho

(Foto dal web)

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