Quando lo sguardo si accomoda su ieri anziché su oggi, pensa al fiore che sboccia anche sotto la neve, al passero che costruisce il nido, alle foglie che lente cadono ed allo stesso tempo, altre che fiduciosamente germogliano.

Tutto è parte di un ciclo vitale. Segue leggi e regole proprie.

Se lo sguardo si ferma, il cuore continua a battere e il respiro a respirare.

Con tenerezza allora, riporta il tuo sguardo avanti, al presente, anziché farlo accomodare su di una poltrona, rivolta verso un punto cardinale alle tue spalle.

C’è un tempo, infatti, in cui le assenze sono presenze, fino al momento in cui si offre loro uno spazio, magari per il tempo di un caffè. Poi vanno via e sono di nuovo assenze.

Le assenze sono sempre presenze?

Certe assenze sono per sempre, altre no.

Tuttavia le assenze sono assenze e, chi è assente vuol dire che non c’e.

Un tempo erano presenze oggi, inesorabilmente no. Domandati allora a cosa ancora ti serve offrire loro una comoda poltrona, per il tempo di un caffè.

Quello che oggi è così, non può che essere in questo modo, altrimenti sarebbe stato altro…

Tu oggi puoi scegliere chi far sedere e cosa offrire!

Emanuela