Ci sono tramonti e tramonti.

Certamente godere di un tramonto in riva al mare, oppure da una piccola finestra di montagna, procura un diverso piacere; io vi offro un tramonto  “metropolitano” fatto in strada, attraverso il  vetro della macchina,  pure sporco.
Vi offro il tramonto che vedo nel mio viaggio di ritorno a casa. La nostra casa.
Un tramonto del quotidiano fatto di fatica, stanchezza, qualche delusione, certo.
Tuttavia vi offro la capacità di vedere il bello nelle cose di tutti i giorni; la macchina che non parte, la spesa da fare, il camino da pulire. In tutto questo,  la possibilità  ancora  di sperare in un domani.
Un tramonto così, decisamente poco romantico, parla di vita vera.
Ve lo regalo, insieme alla capacità di  stupirmi, di fronte alla “normalità”.
Ve lo regalo, con la voglia che ancora mi resta, di  accostare l’auto  per scrivere di getto queste quattro righe, commuovendomi perfino, e che forse non leggerete mai.

Mamma