Lo so cosa stai per dire, ma non dirlo,
non ho bisogno che tu lo dica.

Ora ho bisogno che tu senta e accolga,  nella tua coppa di freddo metallo, questo  dolore,  che è mio. Solo mio.

Questo, è il mio tempo di soffrire. Solo mio.

Non c’è colpa per il mio dolore.

Appartiene a me, alla mia maniera di vivere le storie, le persone, il mondo che mi circonda.

Un modo di stabilire legami che non trattiene nulla per sé che non è, stitico.
Solo io posso sentirlo devastante così e, solo a me può tornare.
Esso proviene da quell’antro antico, situato  nella profondità delle  viscere quello, per intenderci, al bivio  tra la vita e la morte,
Tu non puoi capire il mio dolore così  come  io, non posso comprendere il tuo, se lo provi.

Ognuno ama come può, come  ha imparato.

 Non  è possibile capire, si può solo sentire.

Emanuela