Osservare un bambino intento a giocare, mentre immagina  mondi fantastici,  in cui i draghi amano i delfini, oppure,  mentre scrupolosamente, costruisce una torre con   il materiale  di cui dispone al momento, mi rivela, la dimensione dell’eterno.
Un  bambino che gioca non conosce tempo. Non comprende la parola “dopo”, figuriamoci il concetto di “domani”, oppure,  “ieri”.
Per lui c’è soltanto,  Ora.
Un tempo fermo. L’eterno momento  presente.
Per lui l’eterno, è adesso.

Quando l’uomo perde la dimensione dell’eterno, si ritrova  come il  verme che striscia sulla  propria pancia.
Tutto inizia e finisce, col  grattarsi il ventre, sulla terra dove struscia.

Emanuela