Cerca

Il liberastorie

La narrazione che libera tutti

Mese

agosto 2017

Aforisma

Gesualdo Bufalino, scrittore, poeta e aforista italiano, per gran parte della vita insegnante

diceva che: “Un aforisma benfatto sta tutto in otto parole.“.
… Non saprei dire se questo è ben fatto tuttavia, secondo me, rende!!

” Pulendosi il culo si alzò e, andò via”.

Emanuela

Traccia d’infinito

C’è un’immagine che non cancellerei mai dalla storia del mondo: la carezza di una madre al proprio figlio. 
E’ amore che muove il tempo,
è vento che spazza via le nuvole,
è un sempre che dona un senso a ciò che è iniziato con il soffio di un respiro,
è un angelo che fa capire Dio.
C’è una cosa che non toglierei mai dalle mani degli uomini: l’esempio di un padre al proprio figlio.
E’ acqua che solca la dura roccia,
è forza che solleva il peso della vita,
è speranza che dipinge una tela bianca,
è la risposta a una domanda che non ha voce.
C’è un dono che farei a chiunque: un figlio.
E’ la luce che rischiara il buio.
E’ una traccia d’infinito.
E’ la morte che non fa più paura.

Massimiliano Maccaroni – 
Immagine Madre e Figlio, di Aleksandr Sokurov (1997). 

Se questo è un uomo

[…] Ci toglieranno anche il nome: e se vorremmo conservarlo, dovremmo trovare dentro di noi la forza di farlo, di fare si che dietro il nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo prima, rimanga.
Primo Levi-Se questo è un uomo-

Mission

“-Andrai via anche tu?

-No tesoro io resterò qui finché tu non sarai pronto a lasciarmi e resterò ad aspettare finché non sarai pronto a tornare.È così che funziona, d’accordo?
-D’accordo mamma!”

Devo molto

a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.

Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come un orologio solare,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore non perdonerebbe mai.

Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che si trovano in ogni atlante.

È merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

“Non devo loro nulla” –
direbbe l’amore
su questa questione aperta.

Wislawa Szymborska

Pinocchio

Per pochi spiccioli, hai venduto un cuore.
Solo  qualche moneta.
Hai scambiato, svenduto, contrabbandato, senza averne effettivo talento.

Montagne di libri tarlati, parole,  impolverate e secche. Tu, che non distingui la pietra dal sasso, hai tentato la via dello smercio,
ammaliato dall’infedelta’ di  Lucignolo.

Povero Pinocchio. Povero cuore di legno.

 Oggi  chiami preziosi, i ceppi di ferro che ti stringono le caviglie.

Emanuela

(Foto dal web)

  

La mia vita

La mia vita, in questo momento,

è fatta di piccole cose.
L’affetto di mia madre anziana, che mentre mi bacia sussurra: sono fiera di te!

Il sorriso tenero di Sofia mentre prende la mia  mano e mi conduce dentro  il suo grande mondo.

L’abbraccio avvolgente di Jacopo che, mentre lo fa, mi chiede di stringerlo più forte.

Gli occhi azzurri di Arianna che, incrociando i miei, da sotto gli occhiali,  vogliono accertarsi che io stia bene.

E poi c’è Irene,  determinata e forte  che riesce a toccare il mio cuore quando cucina per me, qualcosa di gustoso.

Attimi  di vita che cerco di fissare nella mente.
Non intendo dimenticare nulla di questo tempo, negli anni che verranno.
La mia vita  è perfetta così com’ è, acciaccata, confusa, strappata,  persa a volte, ma piena di amore.

Emanuela

  

Non conosciamo mai la nostra altezza

Non conosciamo mai la nostra altezza
finché non siamo chiamati ad alzarci.
E se siamo fedeli al nostro compito
arriva al cielo la nostra statura.

L’eroismo che allora recitiamo
sarebbe quotidiano, se noi stessi
non c’incurvassimo di cubiti
per la paura di essere dei re.

Emily Dickinson

We never know how high we are
Till we are asked to rise
And then if we are true to plan
Our statures touch the skies –

The Heroism we recite
Would be a normal thing
Did not ourselves the Cubits warp
For fear to be a King.

“Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo. Senza memoria non esistiamo e senza responsabilità forse non meritiamo di esistere.”

 -José Saramago-

Blog su WordPress.com.

Su ↑