La perdita della memoria mette in una costante situazione di debolezza e  disorientamento. La perdita della memoria, permette tuttavia, la leggerezza necessaria per improvvisare un’ altra vita dove non essere più bloccati tra quello che non siamo più, e quello che non siamo riusciti ad essere.

La possibilità di ri- inventarsi un futuro.

Fare memoria,  è ricordare il  bello ed il buono, insieme ai limiti ed alle difficoltà di ogni storia personale.
Fare memoria é fare pace visceralmente con quello che siamo oggi, grazie a quello che siamo stati ieri.
Fare memoria é ri-inventare la storia presente.
La memoria tuttavia ha il suo peso. A volte è ingombrante. Impegnativa.

Dicono che: “Non lo so”.
Dicono che: “Non me la sento”.
Dicono che:  “L’ amore finisce”.

“L’amore non finisce, non finisce mai”- dice una canzone.
Credo sia  vero.

Quello che finisce è la voglia di raccontarsi, la voglia di scoprirsi. Finisce la voglia di ascoltarsi, di guardarsi,  nell’illusione di conoscere noi stessi,  di conoscere i  pensieri più reconditi dell’altro,  immaginando che inizi e finisca con noi.
Quello che finisce,  è ciò che abbiamo deciso debba essere per noi. Finisce quello che riteniamo possa darci, non l’amore.
Finisce, quello che abbiamo deciso di poter prendere dall’altro, non l’amore.
Finisce quello che abbiamo deciso di dare, non l’amore. Finisce la voglia di essere sinceri con noi stessi, non l’amore.
Finisce, la decisione di fare memoria.
L’ atto cognitivo del decidere, fa la differenza.

Emanuela