Non chiedermi perché mai mi ostino ad innaffiare piante oramai morte. Non lo so.

Non chiedermi perché continuo a mantenere in vita vecchie tradizioni oppure,
perché mi ostino a considerare prato, erba ormai secca e spigata.
Non chiedermi il valore che hanno per me gesti e parole oppure, perché continuo a vivere un tempo obsoleto, restando legata ad un sogno solo mio.
Non chiedermi il senso di alzarmi  la mattina quando già so che nulla accadrà, perché tutto è già accaduto.
Non chiedermi perché vivo, perché scelgo la vita anziché l’oblio,  perché per nessuna di queste domande ho una risposta.
Ma attento, non chiedermi che cosa è l’amore, perché potrei risponderti.