Ho preso da tempo l’abitudine di andare ogni mattina  in giardino con in mano la mia  prima tazza di caffè. Mi piace molto uscire presto, quando ancora tutti dormono e respirare l’aria fresca dell’alba. 

Indosso il mio vecchio maglione grigio a tutte le stagioni e,  anche se fuori piove, non mi arrendo.
 Sentire,  ascoltare, sentirmi,  prima che tutto della giornata avvenga.
Resto concentrata sul mio respiro,  che è anche il respiro del piccolo mondo che mi circonda.
Passeggio lentamente con Lea al mio fianco.  Ogni tanto, la curiosa, scodinzolando  corre dietro a qualcosa che si muove nell’erba. Io la osservo e la lascio fare.
Poche cose, come questa,  sto imparando a fare alla mia età.
Prendere il tempo “lento della lumaca”. Viverlo e goderlo.
 Non so quanto ancora mi resti da vivere, intanto godo di questo tempo trovato, delle mie rose piantate e nel pieno dello sviluppo, in questa stagione.
Io ora qui, cerco di godere il  mio tempo. Vivo l’attimo presente in assenza di certezze e dogmi. Assorbo da ogni cellula del mio corpo,  la luce che si trasforma in pace, pace del cuore. Respiro l’aria avidamente, guardo  quello che mi circonda e scopro che, vivere non è poi così male
dopotutto.

 Adesso  è tutto ciò di cui ho bisogno.

Emanuela