Il paesaggio invernale di un boschetto ai margini di una piccola città, in questa stagione, ha il suo fascino. Tuttavia, esso è destinato a cambiare con l’arrivo inarrestabile della Primavera.

Sui rami apparentemente secchi e senza vita, oggi iniziano a nascere nuovi germogli.

La pianta, in questo modo rinnova se stessa attingendo, dal suo sistema radicale, linfa vitale.

Ogni pianta affonda nel profondo della terra le proprie radici. Esse sono la pianta stessa, una sua estensione.

Il terreno grazie all’umidità dell’ambiente, all’humus che si è venuto a formare, grazie anche a parti di lei oramai secche e cadute, viene rigenerato continuamente.

Allora nessun terreno è troppo arido da non poter essere nutrimento per lei.

La pianta è in grado di trovare nuovo vigore grazie a tutto quello che perde.

Non succhia vita da altre. Essa  non può snaturare la sua natura cambiandola con quella di un parassita, di un fungo. Il fungo è fungo. La pianta è pianta.

Il bosco che la ospita, allora muta.

La magia del bosco è proprio questa; un sistema  completamente autonomo ed allo stesso tempo armonico, in grado di accogliere

l’ inevitabilmente cambiamento con l’alternarsi delle diverse stagioni, senza smarrire per questo l’ordine e la natura.

Cammino lentamente senza perdere di vista l’insieme del bosco, l’insieme, con me stessa dentro.