Valentina

 

Cammina per strada. Il rumore dei suoi passi risuona sull’asfalto bagnato. L’aria umida e fredda le entra nel naso.

“Che ne sarà di me?”

Questo pensiero non l’abbandona un momento. Il cappotto di pelliccia sintetica le ciondola addosso, è diventato troppo grande ora. Lo stringe intorno al collo nel tentativo di combattere il freddo che sente penetrare fin dentro le costole.

“Che ne sarà di me?”

Cammina veloce. La strada è deserta, a tratti illuminata dai lampioni ingialliti e dai fari di qualche automobile di passaggio, che violentemente tagliano le pozzanghere. Il rumore dei suoi passi le fa compagnia. Il respiro, tra il bavero del cappotto stretto sotto la gola e i suoi occhiali, le impedisce di vedere nitidamente.

Li assesta meglio sul naso.

“Che ne sarà di me?”

Si ferma un attimo, guardandosi intorno. Le pare di non ricordare bene la strada da fare. A quale bivio girare? Si sente disorientata in mezzo a quella foresta di palazzoni di cemento. Si gira intorno, cercando una qualche insegna, di un qualche negozio che le possa permettere di ricordare. Di orientarsi di nuovo.

“Che ne sarà di me?”

Ecco, finalmente, il negozio dei cinesi all’angolo, dall’altra parte della strada, si quello è vagamente familiare.

Si, ora lo riconosce. Attraversa velocemente sulle strisce pedonali, evitando di finire con un piede nell’acqua e frettolosamente, si dirige verso il portone.

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