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Il liberastorie

La narrazione che libera tutti

La vita – è il solo modo

per coprirsi di foglie,

prendere fiato sulla sabbia,

sollevarsi sulle ali;

essere un cane,

o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore

da tutto ciò che dolore non è;

stare dentro gli eventi,

dileguarsi nelle vedute,

cercare il più piccolo errore.

Un’occasione eccezionale

per ricordare per un attimo

di che si è parlato

a luce spenta;

e almeno per una volta

inciampare in una pietra,

bagnarsi in qualche pioggia,

perdere le chiavi tra l’erba;

e seguire con gli occhi una scintilla
nel vento;

e persistere nel non sapere

qualcosa d’importante.

Wislawa Szymborska

Il quaderno

Metto la mia anima tra le tue mani quando ti lascio leggere ciò che scrivo.

Tu non sai che scrivere, è l’esigenza di viaggiare oltre la morte, per me.

È un bisogno potente, che travaglia tutto il corpo.

Ti porto in posti nascosti tra le pieghe del cuore, nei luoghi che racconto, tenendo la penna tra le dita.

Metto tra le tue mani la mia anima, è tutta lì in quel quadernetto nero, chiusa da un elastico doppio.

Puoi sfogliarla, accarezzarla, sentirne il profumo.

Metto tra le tue mani la mia anima, lo faccio con leggerezza e timore, con il fremito d’ali di un pettirosso spostato dal vento.

Metto tra le tue mani la mia anima, così mi presento: dita piagate, sporche d’inchiostro nero e, bocca socchiusa in un bacio abortito.

Emanuela

La perla

Ho una perla attaccata al collo.

È quella di mia madre.

È quella di sua madre e di sua nonna e prima ancora, della nonna di sua nonna.

In verità, non so se merito questa perla. La storia di queste donne è una storia di resistenza, di sopportazione e di unione, per sempre!

Tuttavia, quando lei me l’ha legata al collo, mi ha sorriso dolcemente dicendo:《Sono fiera di te. Io non ce l’avrei mai fatta》.

So che non è vero, è una tosta, che comunque ce l’avrebbe fatta.

Mia madre, unita attraverso generazioni femminili da una perla, ha consegnato il testimone per il cambiamento.

Le generazioni, attraversano gli anni, passano, ma quello che non cambia è la fierezza di una perla che riluce sul petto!

Emanuela

Attimi

Nonna Manu…a nipote…
Attimi di presenza, per SEMPRE…

❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤

“Mi piace il verbo sentire.
Sentire il rumore del mare, sentirne l’odore.
Sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra, sentire una penna che traccia sentimenti su un foglio bianco.
Sentire l’odore di chi ami, sentirne la voce e sentirlo col cuore.
Sentire è il verbo delle emozioni, ci si sdraia sulla schiena del mondo e si sente…”
(Alda Merini)

Odore di quiete

Non esiste quiete senza tempesta e nessuna tempesta dura per sempre.

Quando arriva la tempesta, affrontala, stai morbida sulle gambe, e fissala bene in faccia.

Lascia che arrivi, lascia che ti scuota, permettile di avvolgenti.

Asseconda i suoi colpi gelidi.

Fallo come in una danza,

lascia che attraversi tutto di te e mentre lo fa, sorridi, in attesa della quiete che arriva.

Ecco, sentilo l’odore della quiete, sta arrivando…

Nessuna tempesta è per sempre.

La borsa

Hai mai fatto caso alla “roba” che contiene la borsa di una donna?

Non dico zaino, valigia, bisaccia, bagaglio a mano o altro, intendo dire; borsa, borsetta, tracolla ecc.

Comprendi?

Io ho aperto la mia.

Dentro ho trovato: due mazzi di chiavi, un libro, quattro penne di colori diversi (verde perfino), tre confezioni di fazzoletti (tutti iniziati), portamonete, due pacchetti di caramelle alla menta, una barretta di cioccolata, un paio di guanti, calzini antiscivolo, una trousse per il trucco completa di tutto (per un make-up perfetto!), un quaderno, un’agenda, una matita, un pacchetto di biscotti spappolati, una bottiglietta d’acqua (dimensione strategica, rubata a mia nipote), occhiali da sole, burro di cacao smozzicato, crema per le mani, cellulare, caricabatterie del cellulare, una bustina di plastica trasparente contenente alcuni avanzi di noci e mandorle sgusciate.

Troppo!

È stato cosi che ho Iniziato ad alleggerire il gravoso carico, iniziando a riappropiarmi del contenuto della borsa e un pezzo alla volta, a valutare l’effettiva necessità di trascinarmelo ancora appresso.

Emanuela😀

Consapevolezza

Roma 1 Febbraio ore 9.30 circa.

Simpatica scena “catturalattenzioneguardatintornostaiqui”, camminando lungo una strada della Capitale.

Due anziani arrivano piano, da due parti opposte. La zona è tranquilla: un viale alberato, qualche negozio aperto, poche macchine in giro; entrambi trascinano un Trolley per la spesa.
Io cammino a poca distanza dietro uno di loro, un po’ assorta nelle mie solite elucubrazioni quotidiane.
Il tono di voce di uno dei due, un po’ alto, cattura la mia attenzione sulla scena.

Avranno circa 80, 85 anni, imbacuccati in cappelli e sciarpe. Dal saluto deduco che si conoscono da tempo: si fermano e, stringendosi la mano, dicono qualcosa.
Mentre mi avvicino colgo parte della conversazione: quello che, dalla mia posizione, riesco a vedere in faccia, dice:
《Ho detto a mi moglie de festeggia’, m’ha detto no, no. S’è rincoglionita più de me. Io voglio festeggia’ e lei no, ma
poesse?》.
L’altro risponde mestamente: 《Eh io sto da solo, ar compreanno mio non festeggio più ormai》.

Nel superarli sono passata al loro fianco, mi sono voltata verso di loro ed ho sorriso.
Ci siamo guardati tutti e tre e loro, rispondendo al mio sorriso, hanno esclamato “buongiorno!”
“Buongiorno” ho detto io.

Mi sono allontanata lentamente, ma mi sarei fermata volentieri un po’ con loro;

Ho pensato che è vero, noi donne siamo un po’ rincoglionite a tutte le età.

Spero che la signora si decida ad uscire con lui per festeggiarlo, magari invitando anche l’amico, sarebbe bello!

Emanuela

Possibilità

Preferisco il cinema.

Preferisco i gatti.

Preferisco le querce sul fiume Warta.

Preferisco Dickens a Dostoevskij.

Preferisco me che vuol bene alla gente, a me che ama l’umanità.

Preferisco avere sottomano ago e filo.

Preferisco il colore verde.

Preferisco non affermare che l’intelletto ha la colpa di tutto.

Preferisco le eccezioni.

Preferisco uscire prima.

Preferisco parlar d’altro coi medici.

Preferisco le vecchie illustrazioni a tratteggio.

Preferisco il ridicolo di scrivere poesie, al ridicolo di non scriverne.

Preferisco in amore gli anniversari non tondi, da festeggiare ogni giorno.

Preferisco i moralisti che non promettono nulla.

Preferisco una bontà avveduta a una credulona.

Preferisco la terra in borghese.

Preferisco i paesi conquistati a quelli conquistatori.

Preferisco avere delle riserve.

Preferisco l’inferno del caos all’inferno dell’ordine.

Preferisco le favole dei Grimm alle prime pagine.

Preferisco foglie senza fiori che fiori senza foglie.

Preferisco i cani con la coda non tagliata.

Preferisco gli occhi chiari perché li ho scuri.

Preferisco i cassetti.

Preferisco molte cose che qui non ho menzionato

a molte pure qui non menzionate.

Preferisco gli zeri alla rinfusa che non allineati in una cifra.

Preferisco il tempo degli insetti a quello siderale.

Preferisco toccar ferro.

Preferisco non chiedere per quanto ancora e quando.

Preferisco considerare persino la possibilità

che l’essere abbia una sua ragione.

Wislawa Szymborska

Elucubrazione

“Quando un’apparente apertura nasconde una netta chiusura, solo una vera chiusura può riconoscerla, avvicinandosi in profonda apertura, senza paura…”

Chiaro no?

Emanuela😁

(Foto dal web)

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