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Il liberastorie

La narrazione che libera tutti

Le parole di Rupi Kaur per festeggiare i miei 56 anni…🙏🍸🎂

“questo è il viaggio della
 sopravvivenza tramite la poesia
questo è il sangue sudore e lacrime
 di ventun anni
questo è il mio cuore
nelle tue mani
questo è
il ferire
l’amare
lo spezzare
il guarire”

Milk and honey- Rupi Kaur

Ancora 20, almeno…

La sveglia suona alle 6.00, Zoe smania che vuole uscire.

Imbacuccata dentro un grande maglione scendo con lei  in giardino che ancora è notte e la nebbia ha invaso tutto.
Ultimati i suoi bisogni primari, soddisfatta, scodinzola saltellandomi intorno.

Dalla terra bagnata sale l’odore antico della vigna che c’era una volta qui.

Una rosa rossa troneggia nel mezzo dell’erba incolta, ricorda che tutto e’ possibile se ha la forza di esistere oppure, di resistere.

Con la testa piena di parole, rientro ed inizio la giornata bevendo caffè amaro.

Sto per compiere cinquantasei anni e
puntualmente entro in crisi da pre- compleanno, rimuginando bilanci, domande, e propositi più o meno fantasiosi.

…”Da qui in poi, varie ed eventuali a parte, ho un’aspettativa di vita di 20 anni, almeno”…

Potro’ ancora  consolare il gatto innamorato che di notte piange sul mio balcone?

Le mie gambe reggeranno il peso dello zaino?

E seduta all’ombra di una giovane Quercia, raccontero’, alle mie nipoti, la storia dell’uomo che piantava alberi ?

Vorranno sapere il suo nome?

E per proteggermi dai ricordi, portero’ quel vecchio cappello da pescatore, calato  fin sopra gli occhi?

E ancora mi dico:  dei miei prossimi 20 anni almeno, ne voglio fare  una barchetta di carta, dove caricare un cane e un gatto e un amore immenso; non compreso, non voluto, eppure ancora vivo che esiste e resiste.

Attraversare l’Oceano per raggiungere  la fine del tramonto e baciare sulla guancia  il sole che va a dormire dentro il mare.

Per i prossimi 20 anni almeno, saro’ amata a partire da ora.
E sapro’ amare  senza ieri e senza domani.

Perdonare, perdonata, per donarmi…

…Domande, bilanci e propositi di pre compleanno a parte, Zoe vuole uscire di nuovo.

…20 anni almeno, almeno 20 anni ancora…

…Aspetta,  un altro caffè…e poi andiamo…

…Intanto oggi è già oggi e non frega niente a nessuno che una rosa rossa ha la  forza  in  se’ di  esistere  e di  resistere. Che tutto è possibile.


…20 anni ancora, almeno…

Emanuela

“Per colmare un vuoto devi inserire ciò che l’ha causato.
Se lo riempi con altro, ancora di più spalancherà le fauci. Non si chiude un abisso con l’aria.”
Emily Dickinson

P.S.
Buona giornata!

#leparoledeglialtri
#liberastorie
#emilydickinson

Manchi

Abbiamo tagliato, segato, smembrato, calpestato, spezzato, bruciato tutto quello che era, ed ora cosa resta?

Potati, perso, persi dentro una

solitudine che entra nelle ossa,

come questo freddo di gennaio,

come la fronte di mia madre morta.

Ricchi solo di un pianto rotto in gola,

di macerie ammucchiate sotto alberi sterili,

di uno specchio d’acqua ormai asciutto.

Colmi di gesti e frasi educate che lasciano ancora più soli.

Mare morbido, mantello misterioso, manchi…

Ed ora cosa resta?

Chi resta?

Emanuela

Giorno due di tre

Sveglia alle 3.00…poi di nuovo alle 6.00…

Avere un cane è un vero e proprio lavoro. Da tempo non avevo un cucciolo in giro per casa e un po’ mi fa strano.

Sto tentando di mediare tra i miei bisogni di burbera single ed i suoi di agitata cucciola, tuttavia Zoe è un cane affettuoso, anche se persiste una certa diffidenza tra lei e Soffyetto, il gatto.

Tira un po’ al guinzaglio e non ama la confusione della città

Le piace stare all’aria aperta, fare lunghe passeggiate nel bosco e mangiare muschio.

Al momento sento che siamo impegnate a costruire una relazione fatta di sguardi e di poche parole, una sorta di danza tra distanza e vicinanza. Un po’ come succede tra alcune persone.

Chissà se, per il fatto che è stata scaricata dai precedenti proprietari a pochi medi di vita, la sua fiducia nell’essere umano è gia’ ipotecata?

La notte sembra gradire molto dormire sul mio letto, sopra ai miei piedi, certamente non è educativo, tuttavia scalda…

Emanuela

La via

La via non la conosce chi la sta attraversando, ma chi l’ha immaginata dove non si credeva possibile potesse esistere💖
Sognare i sogni è stupendevole.

Emanuela

Giorno uno di Zoe…con me

Questa mattina sveglia alle 5.00😬…
Ore 8.30, camminata nel boschetto in compagnia di un regalo splendido che i Re magi hanno consegnato a casa mia…
Il freddo non ci ha fermate anzi, ha dato il via ad una giornata di lavoro molto intensa che terminerà alle 18.00🙏

2020 secondo desiderio realizzato✔
Alla fine di questo anno i 101 desideri da realizzare scarseggeranno😀
Devo ammettere che i Re magi mi sono sempre stati simpatici per; il coraggio di cambiare la storia, l’intraprendenza nella difficoltà, la costanza nel seguire una unica stella, la sincronicita’ e la preveggenza.
Riuscire a scovare il TUTTO dove apparentemente c’e’ SOLO un bambino, non e’ scontato. Buon proseguimento di giornata! Emanuela

Non augurio…

Un Non augurio per il 2020?

Non fermiamoci, Non smettiamo di camminare, Non smettiamo di sognare. Non smettiamo di tendere la mano. Non smettiamo di tenere il cuore aperto e palpitante. Non smettiamo di Sentire le parole… di cercarle…

Non smettiamo di immaginare. Non smettiamo di tenerci stretti, stretti…❣

Emanuela

“Negli anni ho imparato a temere gli auguri ed è la ragione per cui ne mando in giro pochissimi nei giorni di festa.

Una ragione per diffidarne è che tutti ti augurano che si avveri quello che vuoi, che è bello solo se sai quello che vuoi. Ma se non lo sai, l’augurio chiama a te il caos delle infinite possibilità di quello che non sai di poter volere e le aggiunge alle possibilità di quello che credi di volere, dando vita a un intero firmamento di obiettivi che manda in cortocircuito il concetto stesso di desiderio. Desiderio significa infatti “senza stelle”, la condizione del navigante che ha perso la mappa del cielo e non sa più dov’è. Il ritrovamento dei riferimenti è consentito soltanto a chi riconosce di averli perduti. Nessuno tranne gli smarriti può esprimere desideri e meno male, dato che alzi la mano chi smarrito non si è mai. Quindi non do più per scontato che le persone sappiano cosa vogliono, tanto meno che quello che vogliono sia effettivamente la miglior cosa che può loro capitare.

L’altra ragione per cui gli auguri mi fanno paura è che siccome è l’anno nuovo tutti ti augurano cose nuove, traguardi nuovi, nuovi amori, nuove prospettive. Il cambiamento appare come valore. Il risultato è che mentre negli anni ho imparato ad accogliere ogni mutamento come segnale positivo anche quando mi destabilizzava i progetti, spesso ho commesso la sciocchezza di sottovalutare le permanenze, senza le quali nessun cambiamento è davvero buono. Da un po’ di anni a questa parte però questo errore non lo faccio più. So dove sono i cardini intorno ai quali il mio mondo gira e quando si alza il vento e tutto il resto vola via ringrazio che loro siano ancora lì, discreti come le cose che non hanno bisogno di dimostrarsi. Ciò che nel frattempo ha ceduto non era un cardine e se per qualche tempo può esserlo sembrato è solo perché a qualcuno e a qualcosa una possibilità di incardinarsi bisogna pur darla, di quando in quando. Se ringrazio ogni incontro e ogni esperienza, anche quelle apparentemente più brucianti, è perché tanto lo so che alla fine conta solo chi resta.

Dunque no, non auguro più agli amici quello che vogliono, che in certi casi se si avvera è una pessima idea e lo so per esperienza. Auguro invece quello di cui non sanno ancora di aver bisogno. E non auguro loro alcun cambiamento che non si appigli saldamente a quello che fino a questo momento li ha tenuti saldi. Il resto lo farà la vita, che come sempre se ne infischia di auguri e di oroscopi e quando arriva non chiede permesso.

Buon 2018. La buona notizia è che abbiamo ancora tempo per porre rimedio a noi stessi, pare.”

Michela Murgia, 1 gennaio 2018

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